giovedì 31 dicembre 2015
A Tu per Tu con Giorgia Meloni : la Sicilia chiude in bellezza il 2015 !
Ha già da qualche giorno concluso in bellezza l'annata, il team siciliano di FdI-AN,
targando il 2015 con una nuova importante conquista: l'ingresso nel partito dei due
consiglieri catanesi Manlio Messina e Ludovico Balsamo, che hanno potuto coronare
l'evento, onorati dal benestare del Presidente Giorgia Meloni, a fianco della quale
hanno emblematicamente inaugurato la loro 'rinascita' politica, alla presenza dei
dirigenti siciliani di partito, direttamente dalla privilegiata 'postazione d'onore'
allestita all'interno del Municipio catanese e ornata per l'occasione con i colori vivi
della bandiera di partito, quasi a sancirne un abbraccio simbolico. In un'atmosfera
viva ed emotivamente coinvolgente, a cui faceva da contorno l'entusiasmo generale
dei presenti, non hanno trascurato di avere enorme risonanza le attesissime parole
(condite da un inimitabile, simpaticissimo e spiccato accento romano!) che si è, in
ultimo, riservata di concedere ai presenti, l'On.Giorgia, che con la verve e la
determinazione che la contraddistinguono sempre e che ne fanno un
apprezzatissimo leader, ha tenuto l'affollatissima sala di Palazzo degli Elefanti, col
fiato sospeso e l'attenzione alle stelle. Meloni, dopo i sentiti ringraziamenti di rito
rivolti ai due nuovi 'adepti' per la loro 'scelta-lancio', aver ricordato i tre anni dalla
fondazione di un partito (FdI-AN) che, non a torto, ha sancito la riabilitazione del
volto (già fin troppo compromesso) della destra, non si è risparmiata di mettere in
evidenza l'enorme responsabilità di quello che si potrebbe definire quasi 'un atto di
coraggio' da parte di coloro che scelgono liberamente di aderire ad un partito in
crescita e consapevole di trovarsi ancora in una posizione di minoranza (assenza di
rappresentanti all'ARS e di deputati sul territorio) rispetto ad altri aventi una già ben
consolidata posizione di forza, ma che è comunque motivato dall'ampia speranza di
poter rappresentare il risvolto più ovvio e positivo per il futuro della politica, in
quanto ulteriormente nobilitato dalle scelte coraggiose di quanti, consiglieri
comunali in primis, vi aderiscono naturalmente attirati da quel veritiero e
battagliero 'spirito di diversità' che lo caratterizza; gli stessi che dimostrano
ampiamente di mettere da parte qualsiasi interesse personale, mossi dal bene di
una causa più grande. Il leader FdI-AN ha poi proseguito puntando l'attenzione su
alcuni già ben noti 'temi caldi', tra i quali un vero e proprio ruolo di spicco è stato
detenuto dall'annoso, e ancora apparentemente lungi dal trovare una concreta
risoluzione, 'problema immigrazione clandestina', passando per la decrescita
dell'occupazione sul territorio, e per denunciare la puntuale e secca bocciatura dei
cui emendamenti proposti dal partito, la stessa Meloni si è concessa di spendere le
più incisive parole di disappunto. Con tali tematiche, cavalcando l'onda di una
battaglia che può dirsi purtroppo ancora senza soluzione, e che per questo
continuerà a marchiare il futuro di sfida della lotta politica capeggiata da FdI-AN,
all'insegna di equità, trasparenza e ritrovato benessere per un Paese sfiduciato e già
da tempo proverbialmente sull'orlo del collasso, Giorgia Meloni ha poi concluso il
suo intervento con parole di speranza, augurando un buon anno a quanti hanno
omaggiato l'evento con la loro presenza, e ostentando visibilmente una rinnovata
luce sul volto, la stessa accresciuta dalla soddisfazione di stare portando con sé una
fetta un pò più grande del cuore della Sicilia, adesso anche un pò più vicina alla volta
del cambiamento. Ambra Taormina , Gioventù Nazionale FdI-AN
S'illumina la Cattedrale ma si spegne la Città
Ancora poche ore alla mezzanotte e con il 2015 chiuderà un anno che passerà alla storia per gli attentati di Parigi , le stragi di cristiani nel mondo, le bibliche fughe dai paesi in guerra e del terzo mondo, lo stravolgimento del clima e tante altre notizie tragiche che portano sempre più a credere che il mondo giri al contrario e qualcosa di funesto aleggi in modo sempre più intenso e consistente sull’Umanità intera allontanandola inerosabilmente dal Divino. Un anno da dimenticare chiudendo e sbattendo la porta, non certo quello dell'Anno giubilare che, per chi è credente, potrà aprirci la strada verso la conversione e la Divina Misericordia auspicando equità, giustizia verso tutti, soprattutto per i meno abbienti. Ma bisogna fare i conti con la triste realtà: l’economia va a rotoli e lo showmen di palazzo Chigi unitamente all’istrione di palazzo di Orleans , pur di restare a galla, danno fondo ad ogni replica di basso avanspettacolo per far credere al Popolo, ex sovrano , che tutto cambierà e che loro rappresentano il reale cambiamento per trasformare l’Italia nel nuovo Eldorado …isole comprese. Non cambia, con le dovute proporzioni, il panorama locale con il Sindaco fresco di tessera PD ( e le altre che fine hanno fatto?) che con una ciurma sempre più variopinta di casacche unte e bisunte della peggiore politica clientelare e arraffona della serie "il nuovo che avanza " continua a navigare a vista preoccupandosi di coltivare il consenso elettorale con semplici maquillage , ingenui e vacui tentativi per buttare fumo negli occhi dei Piazzesi . Tre anni di malgoverno con un programma elettorale disatteso, servito solo come specchietto per le allodole. Una compagine amministrativa infarcita di esperti nominati , revocati e rinominati per occuparsi non si è mai capito de che ! Una amministrazione questa che ha fatto rimpiangere tutte le precedenti ( diconsi tutte, comprese quelle del ventennio fascista) e che si è resa colpevole di scivoloni amministrativi ( il termine è eufemistico) di inaudità arroganza. Come dimenticare la vergognosa operazione speculativa che si voleva mettere in atto con la privatizzazione del cimitero? Come dimenticare la svendita d’immagine del nostro Palio dei Normanni ridotto a sfilata carnevalesca e la totale assenza di una lungimirante e concreta politica turistica e culturale della nostra amata città? Per non parlare di tanto e tanto altro. Piazza Armerina è alla deriva . Non solo una deriva economica, complice anche la recessione nazionale della quale è il principale responsabile il PD con il cespuglio NCD, ma una deriva sociale e culturale da cui sarà difficilissimo uscirne e non basterà accendere la luce della cupola della Cattedrale per far dire al Sindaco Miroddi e ai suoi pseudo elettricisti che il futuro della Città è luminoso !
BUON 2016 PIAZZA ARMERINA
- Fabrizio Tudisco -
lunedì 28 dicembre 2015
FDI AN - I quadri Direttivi riuniti a Catania con Giorgia Meloni per l'adesione di 2 nuovi consiglieri al Consiglio Comunale di Catania
Nei giorni scorsi Live Sicilia lo aveva già sussurrato, quando cioè Manlio Messina si era presentato in conferenza stampa con al fianco Luciano Zuccarello, uno dei maggiorenti di Fratelli d’Italia in provincia di Catania; ora però è tutto ufficiale: il partito di Giorgia Meloni è sbarcato a Palazzo degli Elefanti. Non si tratta ancora di un gruppo: ci vorrebbe, infatti, un terzo consigliere per protocollare il tutto. Ma in campo ci sono già Ludovico Balsamo e lo stesso Messina. Più a destra di così, almeno per ora, non si può. “Il nostro movimento continua a crescere e a radicarsi sul territorio”, dichiara il già ministro della Gioventù nel Berlusconi IV. E scatta l’annuncio: “FdI ci sarà, sia alle prossime Amministrative che alle Regionali. La gestione Crocetta – insiste la Meloni – è la peggiore della storia siciliana e il Pd la smetta di tenere in piedi chi sta devastando questo territorio”.
Parte da Catania, quindi, per FdI la ristrutturazione della destra di governo in Sicilia, la regione dell’ormai lontano 61 a 0. “Non dobbiamo negarlo, alla prova dei fatti la destra ha deluso”, ammette la Meloni. “Ora è necessario – aggiunge – che qualcuno sia capace di rimanere fermo attorno alle proprie idee e di difenderle. In questo, il nostro movimento finora ha dato il buon esempio. E oggi stiamo crescendo nonostante non abbiamo rappresentati all’Ars e non abbiamo prebende da spartire”.
Sulle sorti politiche del centrodestra siciliano, Giorgia Meloni però non si sbilancia. “Vogliamo vincere, sicuramente. Per farlo stiamo cercando il candidato più competitivo. Musumeci? Un grande combattente, un uomo con una storia importante, un amico…”. E sulla nomina di Micciché a coordinatore regionale di Forza Italia preferisce non commentare: “Dico solo che con la nascita di FdI volevamo una discontinuità rispetto alla precedente gestione dell’allora Pdl”.
Intanto, mentre Giorgia Meloni è presa d’assalto dai giornalisti, nella sala Coppola del Comune di Catania c’è grande attesa per la presentazione della nuova forza in Consiglio. Stando a Manlio Messina si tratta di un quasi ritorno nella casa della destra, dopo l’addio con Salvo Pogliese e la fine del doppio esperimento di Area popolare e Officina d’Idee. “Un ritorno da figliol prodigo, oserei dire”, dice a Live Sicilia. Oltre la festa, c’è che l’opposizione di Palazzo degli Elefanti è non è stata mai tanto divisa. Tuttavia – a detta di Messina – il percorso della minoranza “continua tale e quale”.
Anche Ludovico Balsamo fa le sue valutazioni. Dall’elezione nelle fila della maggioranza in zona Articolo 4, di acqua sotto i mulini ne è passata: “Sì, per me questa è una scelta politica forte. Dico però che FdI è un partito che finora ha dimostrato chiarezza nei suoi programmi. Giorgia Meloni – spiega a Live Sicilia – è una donna in gamba e determinata. L’Italia ha bisogno del centrodestra, noi crediamo che si possa ricompattarsi e che Fratelli d’Italia possa giocare un ruolo decisivo in questa partita”.
da Livesicilia
mercoledì 23 dicembre 2015
domenica 13 dicembre 2015
Punto e Virgola di Ambra Taormina - Turismo : 47 Morto che parla !
"47 morto che parla": Il turismo piazzese dorme un'unica,
interminabile notte!?
Proprio come nel titolo di una celebre pellicola cinematografica interpretata
dall'indimenticabile Totò, il 'quadro clinico' del turismo piazzese ha tutta l'aria di
risultare solidale con quello di un morto: sì, di un morto parlante!...anzi, che
qualcuno, forse rivedendosi nello 'spirito di iniziativa' tipico di un medium, e
concedendosi un ultimo disperato nonché vano sforzo di 'rianimazione' (o, per
dovere di precisione, di 'resurrezione') dello stesso, sembra voler ancora tentare di
far parlare, anzi di far 'rantolare' dal buio del sepolcro ideale in cui da tempo è stato
deposto, quale 'moderno Lazzaro' dei nostri tempi. Che ancora nella 'Città dei
Mosaici' si sia abituati a parlare di 'turismo' non è cosa da poco: d'altronde, a chi
non capita di ricordare un caro estinto!? Oggi, concedersi quattro passi ristoratori
nel dedalo di strade e vicoletti dal placido mistero, in cui respirare quell'atmosfera
evocativa di una memoria antica, è quasi pari a destinare la propria vita al chiuso di
un eremo per dedicarsi alla meditazione, o in alternativa, alla cura dell'emicrania
cronica: ebbene sì, potrete bearvi di mettere in pratica un'attitudine insolita e del
tutto 'ossimorica', ascoltando...l'assoluto silenzio! Vittima di una 'falla' insanabile
causata da sicura mancanza di concreto interesse nei confronti di un'adeguata
progettazione che si basi innanzitutto sul 'restauro' della sua immagine, ormai triste
e decadente, la bella Piazza Armerina non è, ad oggi, nelle condizioni di poter
sperare in un'imminente ripresa del settore turistico, lo stesso da cui la sua
economia, anch'essa stagnante, potrebbe trarre enorme beneficio. L'assenza di una
coerente propaganda turistica, cosa che, di primo acchito, non può non saltare
all'occhio, è in sintonia con lo status quo di una città non pronta ad accogliere il
visitatore, in cui tutto languisce e sprofonda, come in un deserto di sabbie mobili. Si
tratta di un immobilismo scosso, di tanto in tanto, da tentativi altamente illusori
messi in atto ad hoc quasi a voler distrarre la massa piazzese, un po' come Pinocchio
nel Paese dei Balocchi, e che vorrebbero riprendere maldestramente in mano una
situazione a dir poco drammatica e che viene da lontano, quasi a voler denunciare la
mancanza di quelle 'fondamenta' basilari che garantirebbero un prezioso 'prologo'
all'accoglienza turistica. Fondamenta che, quand'anche progettate a loro tempo,
continuano penosamente a giacere in un cantiere polveroso, nell'indifferenza. Il
turista itinerante che decide spontaneamente di includere Piazza Armerina tra le
tappe del suo viaggio (e gliene siamo grati!), anche solo per una gita domenicale
fuori porta, ad oggi, non può contare su quelle che ovunque in tutte le civili città
turistiche che si rispettino, 'volgarmente' chiamano 'aree di sosta attrezzata per
camper', ossia luoghi predisposti per essere dotati di tutti i comfort da offrire al
turista del caso (panchine, pozzi per lo scarico delle acque grigie e nere, acqua
potabile, servizi igienici, tavoli all'aperto ecc...), e che in tal modo, in assenza, deve
accontentarsi di stabilirsi temporaneamente in spiazzali di fortuna, trasformando
una semplice sosta dovuta, in quella che, usando un'espressione tipica del mondo
sportivo, appare come una sorta di 'invasione di campo' , peraltro brutta da vedere.
Volendo 'diabolicamente' perseverare nel proposito di enumerare le pretestuose
mancanze piazzesi nei confronti del turista, ma, perché no, anche del comune
cittadino, è doveroso segnalare l'assenza di un (anch'esso attrezzato) parcheggio per
auto, così come si converrebbe per una città che si vuole moderna e proiettata nel
pieno del 'terzo millennio', progetto evidentemente troppo 'futuristico' per coloro i
quali ancora si ostinano invece, a voler mantenere in auge (forse mossi da
nostalgia!?) l'ormai fatiscente struttura del Cinema Ariston, situato nel bel mezzo di
una ben nota zona cittadina, e che si presenta ornato da tempo da puntelli che ne
sostengono la mole vacillante e appesantita da un pericolo di crollo imminente, e
forse rimasta utile, soltanto per gli inguaribili dell'incontinenza, come occasionale
orinatoio nella parte posteriore (più intima e riparata da occhi indiscreti), nonché
ideale proiezione di un certo rispetto per un'epoca d'oro che fu per gli appassionati
cinefili armerini. Ma come trascurare di ricordare che Piazza Armerina è perifrasata
come la 'Città dalle 100 chiese'!? È, a tal punto, doveroso chiedersi quante delle
millantate cento, rimangano a disposizione dell'ammirazione del turista, dato che è
evidente e sintomatico del disagio attuale, il fatto che la maggior parte siano
permanentemente chiuse, rese addirittura inagibili dall'incuria e dal tempo,
trascinandosi addosso il peso dei secoli andati che hanno fatto illustre la storia
cittadina (per quanti ne sono a conoscenza o ne sono addirittura cultori), senza che
mai su di esse si posi l' 'occhio vigile' di un progetto di restauro finalizzato alla
fruizione da parte del pubblico, e rese, contrariamente, fruibili per piantagioni di
qualsiasi tipo (muschi e licheni in primis) lasciate a crescere indisturbate: è il caso di
menzionare il triste destino (per citare solo qualche esempio e non dilungarsi oltre)
della Chiesa di Sant'Anna, e perché non ricordare anche la sfortuna della ben più
antica Chiesa di San Martino di Tours (852 anni di storia) dedicata al patrono dei
normanni fondatori della Città, così come è esemplare anche il caso della Chiesa di
S.M. di Gesù (fuori dal centro abitato). Destino condiviso, per di più, dagli storici
palazzi nobiliari, anch'essi non inferiori in quanto a notevole pregio architettonico, e
retaggio della nobiltà cittadina, che ovunque si affacciano a costeggiare le strade
della 'Piazza antica': tra i numerosissimi, l'ex "Palazzo Trigona di Gerace"
(successivamente "Palazzo Velardita") costituisce uno dei casi più eclatanti, così
come, del resto, il ben più in vista settecentesco "Palazzo Trigona della Floresta",
che, nonostante l' aspetto notevolmente più florido, è da tempo gravato dall' attesa
infinita di essere trasformato in museo. Nel loro insieme, gli immobili appartenuti
agli illustri concittadini piazzesi dei tempi che furono, vicini agli occhi ma lontani dal
cuore di molti, giacciono dimenticati e abbandonati, e nei casi migliori, in preda
all'utilizzo per scopi futili. Risalire la china, in terra di Piazza, non è per nulla semplice
se si considera che le mancanze sopracitate sono le cause che nutrono un garbuglio
di effetti collaterali che contribuiscono a rendere la città ancor meno turistica, e tra i
quali non si può far finta di non vedere il collasso di alcune strutture alberghiere,
devastate e condotte non a caso alla chiusura dalla controproducente esposizione
del nostro territorio (senza nulla escludere), fin troppo svalutato, ad un logorante
turismo 'mordi e fuggi', che svuota una città del potenziale di Piazza Armerina della
ghiotta possibilità di essere visitata per più giorni come dovrebbe, lasciandola
nell'ormai proverbiale (e terribile da sentire!) status di 'città a vocazione turistica',
e facendone, così, idealmente somigliare il 'percorso di vita' alla controversa fase di
transizione nell'esistenza di un individuo in preda ad una crisi mistica, che non sa se
cedere al richiamo e diventare un religioso, o rimanere laico! Nella condizione di
'città turistica ideale', in cui Piazza, perla del centro Sicilia, dovrebbe rispecchiarsi,
non c'è posto per il silenzio di un centro storico in decadenza, in cui le attività
commerciali si riducono progressivamente, in cui, contrariamente addirittura al
buonsenso, si concedono licenze per l'apertura di attività poco congeniali al
contesto, e in cui invece, si dovrebbe prospettare una maggiore concentrazione di
attività che mettano in risalto l'artigianato locale, incentivare e promuovere il
coinvolgimento di artigiani e artisti locali, l'apertura di attività di ristorazione e
intrattenimento da estendere in ogni angolo dei tanti, suggestivi che lo popolano
nella sua interezza, ivi compresi i nuclei dei quartieri storici che attualmente,
restando isolati, rimangono assimilabili a 'zone-dormitorio' e che meritano di
ritrovare la vitalità che non hanno mai veramente avuto, in quanto luoghi in cui è
ovviamente dislocata la sovrabbondanza di attrazioni turistiche. Non ultima, e
passibile di incentivazione alla realizzazione ad enorme beneficio turistico, risulta
essere l'iniziativa del cosiddetto 'albergo diffuso', esperienza lodevole e già in corso
di sperimentazione a Piazza Armerina, che costituendo una valida alternativa
all'albergo tradizionale, offre al turista la possibilità di soggiornare in appartamenti
sparsi per la città (da qui la denominazione 'diffuso'), riservandogli di ammirarla da
prospettive diverse ogni volta. Lungi dalle soluzioni a beneficio turistico che
renderebbero Piazza apprezzabile come ben merita e che coinvolgerebbero,
attirandolo piacevolmente, il cittadino restio ad uscire di casa, che nel tempo libero,
assaporerebbe quella novità di trasformarsi in un turista nella propria città, nonché
in un 'cacciatore' curioso alla scoperta di una bellezza rimasta sopita per troppo
tempo, la realtà dei fatti appare ben diversa agli occhi dei molti, resa scabrosa da
una rete stradale degna dei migliori relitti di archeologia urbana, da una mancanza
generale di decoro urbano tipico di una raccolta differenziata che non fa la
differenza. Un tutt'uno vagamente desolante che non fa altro che spegnere Piazza
Armerina, come simbolicamente si è spenta la superba cupola della sua maestosa
Basilica, che da qualche giorno, troneggia, avvolta in un buio quasi annunciatore di
un funesto presagio, sulle teste dei piazzesi, i quali, volgendole lo sguardo, non
possono non restare indignati e sgomenti nell'ammirare quella che è la
rappresentazione del 'volto tumefatto' e provato di un'intera città, resa sempre più
simile a una donna ammaliante che resta in disparte, e alla quale nessun uomo
sembra voler concedere la 'chance di un ballo'. Ambra Taormina
venerdì 11 dicembre 2015
Lettera molto allarmata di un siciliano a Giorgia Meloni. Il caso Genovese ☞ Mario Flugy Ravetto del 11 dicembre 2015 pubblicato da Destra.it
Carissima Presidente Meloni, non ho certo bisogno di raccontare a Te che, quel giorno sarai stata presente a Montecitorio chi sia quel Francantonio Genovese di cui la Camera autorizzò l’arresto per reati che trovo infamanti quanto l’associazione mafiosa,il traffico di droga o l’omicidio.
Genovese, infatti, è stato inquisito ed arrestato con il consenso del Parlamento, per avere rubato a mani basse nel settore della formazione. Quell’uomo, in altri termini, ha rubato la speranza di lavoro per decine di migliaia di giovani siciliani che cercavano un futuro in una terra che,anche a parere unanime delle statistiche versa in condizioni peggiori della stessa Grecia. Tutto ciò a prescindere dalla effettiva utilità o meno che possano avere i corsi di formazione per la crescita economica. Questo è dibattito da riservare agli economisti.
Problema tutto nostro è, invece, quello Politico, poichè, ad inizio della settimana che va a spirare, scopriamo che il Deputato Genovese, che non può nemmeno frequentare la Camera, perchè scarcerato sì, ma obbligato alla firma pure, ha aderito a Forza Italia.
L’annuncio è stato dato , IN POMPA MAGNA , dal Commissario siciliano di Forza Italia,Gianfranco Miccichè, con MUTRIA SOLENNE quasi che annunciasse l’adesione di Pier Luigi Bersani o di Valter Veltroni.
Gianfranco Miccichè è stato nominato da Berlusconi con poteri proconsolari e direttamente responsabile solo verso l’ex Premier, il chè significa che Silvio Berlusconi era perfettamente a conoscenza dell’operazione Genovese e la approvava.
Penose le note di protesta di alcuni ex-AN di Forza Italia che hanno lamentato il mancato esame della questione da parte degli organi collegiali di quel Partito.
Più decorose, ma sempre reticenti le dichiarazioni di un altro ex-AN, l’On.Catanoso, che ha duramente stigmatizzato l’ingresso in Forza Italia di un super riciclato quale il Genovese in questione.
Nessuno, però, ha osato dire chiaramente che si tratta di una operazione VERGOGNOSA che ha portato nel partito Azzurro un LADRO MATRICOLATO e COMPROVATO.
Questa reticenza ci amareggia,riguardando uomini politici con i quali abbiamo condiviso decenni di militanza comune nel Fronte della Gioventù, nel MSI e poi in Alleanza Nazionale.
Noi di FdI-AN, però, siamo diversi, cara Presidente Meloni. Vale la pena di ricordare che Gianni Alemanno, del quale deploriamo e critichiamo con durezza le ultime scelte politiche,non frappose indugio ad autosospendersi dal nostro Partito perchè inquisito per associazione mafiosa, reato per il quale, in seguito, è stato peraltro, prosciolto.
Il nostro alleato Berlusconi, invece, accoglie trionfalmente nel suo Partito un inquisito, SUBISSATO DI PROVE A CARICO, appena scarcerato ed in libertà vigilata.
Questo, Presidente Meloni, pone un problema politico ENORME, di fronte al quale non ci sono margini di trattativa. A parte le considerazioni morali, è proprio la CONVENIENZA POLITICA, se proprio a questa dobbiamo richiamarci che ci OBBLIGA AD UNA ROTTURA IMMEDIATA DI QUALUNQUE TRATTATIVA IN CORSO con Forza Italia per
candidature comuni alle prossime elezioni amministrative.
Io, e non solo io, ci RIFIUTIAMO di vedere la Presidente Nazionale, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, BERSAGLIATA, in tutti i dibattiti televisivi da interlocutori siano essi politici e/o giornalisti, intenti a RINFACCIARLE l’alleanza con la Forza Italia di Francantonio Genovese.
La rottura con Forza Italia su una questione di tale portata ci darebbe una credibilità tale da indebolire la pretesa del Movimento Cinque Stelle di essere unico titolare del rigore morale della classe politica ed, infine, MA NON MENO IMPORTANTE, metterebbe alla prova le stesse reali intenzioni della Lega Nord al riguardo dei contenuti di una eventuale nuova allenza fra i partiti del fù Centrodestra.
Ma più importante di ogni altra considerazione, DOBBIAMO A NOI STESSI, a TUTTO CIO’ DA CUI VENIAMO, ad un elettorato che NON CI PERDONEREBBE SCELTE DIVERSE, una DECISA presa di posizione CONTRO FORZA ITALIA o , per essere MOLTO CHIARI ,CONTRO Berlusconi, che questa volta NON PUO’ BUTTARE LA CROCE SU NESSUNO CHE NON SIA EGLI STESSO, dato l’incarico FIDUCIARIO che Egli ha conferito a Miccichè.
Ti prego, perciò, Carissima Presidente Meloni, di non frapporre ulteriori indugi e comunicare a Berlusconi ed a Salvini l’indisponibilità di FdI-AN, a qualunque tipo di accordo elettorale con gli Azzurri SIC STANTIBUS REBUS.
Vedremo tra qualche mese chi sarà premiato alle urne per COERENZA e RIGORE MORALE e chi non lo sarà.
Mario Ravetto Flugy
Componente Assemblea Nazionale FdI-AN
e
SICILIANO DISGUSTATO
lunedì 16 novembre 2015
sabato 7 novembre 2015
COMUNICATO STAMPA – FDI AN Enna
Francesca Capuano, vent’anni classe 1995,universitaria in medicina, è il primo Consigliere Comunale che aderisce a FDI AN in provincia Enna. Ieri sera, nel corso della seduta del consiglio comunale è stata letta e depositata agli atti della Presidenza del consiglio la dichiarazione di appartenenza al partito di Giorgia Meloni. Già da qualche mese il Portavoce provinciale Fabrizio Tudisco aveva iniziato una serie di contatti con il qualificato e numeroso gruppo politico che ha deciso di aderire ufficialmente a FDI AN e che ha nella giovanissima consigliera comunale ( la più giovane a livello nazionale di FDI AN)un valido riferimento amministrativo. Francesca Capuano, appartenente ad una famiglia politicamente vicina all’area di destra era stata eletta nel giugno di quest’anno , come indipendente, nella lista del PD con sindaco l’On.Maria Greco ed oggi pur non venendo meno alla condivisone del programma elettorale che l’ha vista fra i consiglieri più votati ad Agira ha deciso di aderire a FDI AN condividendone pienamente ideali ed indirizzo politico. Fabrizio Tudisco ha voluto essere presente all’importante avvenimento politico che proietta FDI AN ad una nuova dimensione politica sul territorio congiuntamente a Carmelo Barbera portavoce provinciale FDi AN di Leonforte e Tommaso Scilipoti già presidente del circolo di AN di Leonforte. Poco prima della seduta del consiglio comunale è stata tenuta una riunione con tesserati e simpatizzanti di partito in cui è stato nominato provvisoriamente il portavoce comunale nella figura dell’Ing.Gaetano Mineo, professionista noto e stimato, che inizierà a sviluppare la programmazione politica ad Agira insieme ad altri simpatizzanti in attesa che venga celebrato il congresso comunale.
giovedì 5 novembre 2015
Punto e Virgola di Ambra Taormina - Dal Crystal Palace...all'Ospedale Chiello: un aneddoto che svela le...somiglianze!
Dal Crystal Palace...all'Ospedale Chiello: un aneddoto che svela
le...somiglianze!
Sono trascorsi solo pochi giorni dalla conclusione dell' 'evento dell'anno', l'Esposizione Universale
di Milano altrimenti conosciuta come Expo, motivo di gran subbuglio per la cronaca e le genti
d'Italia e del mondo, che la Patria del 'Michele Chiello' è diventata giustamente riottosa per
l'ipotetica chiusura dello storico nosocomio. E, a pensarci bene, per abbracciare entrambi i temi e
non scontentare quel vecchio detto che vuole che si dia 'un colpo al cerchio e uno alla botte', non
poteva non balzarmi alla memoria che, in fondo in fondo, esiste una netta somiglianza tra un
aneddoto riguardante la prima storica Great Exhibition, quella tenutasi a Londra nel 1851, e la
vicenda del nostro ospedale. L'Esposizione Universale vittoriana ebbe, infatti, il vanto di tenersi nel
cosiddetto Crystal Palace, una mastodontica costruzione installata ad Hyde Park per l'occasione.
Il Crystal Palace della Great Exhibition di Londra nel 1851
L'Ospedale "Michele Chiello" di Piazza Armerina oggi
Fermo restando che in entrambi i casi si tratta di due eccellenti costruzioni di fama storica,
l'aneddoto recante la somiglianza è proprio la storia a narrarcelo: Il Crystal Palace, al termine
dell'Esposizione, venne accuratamente smontato e ricostruito l'anno successivo nel sito di
Sydenham Hill, prima di bruciare accidentalmente per causa di un rogo. Il nosocomio piazzese, è
stato anch'esso 'smontato' reparto per reparto ed è...lucidamente stato condannato al rogo!
Ambra Taormina
venerdì 30 ottobre 2015
Punto e Virgola di Ambra Taormina - "L'Alba di un nuovo giorno"

mercoledì 14 ottobre 2015
BUON COMPLEANNO A FULVIO SOTTOSANTI CHE COMPIE 86 ANNI.

lunedì 12 ottobre 2015
Vodafone..."telefono casa!"- Punto e Virgola di Ambra Taormina
Vodafone..."telefono casa!"
Ebbene sì: l'animata estate piazzese è ormai volta al termine da qualche tempo! E
dopo aver scaldato gli animi e la voce con la vertenza cimitero, le buche targate
AcquaEnna, il degrado della differenziata, ed esservi trastullati a schivare i topi agli
angoli delle strade del centro storico, pensate di non averne ancora abbastanza e vi
crogiolate pigramente nel pensiero di dover trascorrere un inverno noioso!? No
problem: si vede che non avete ancora dimestichezza con il punto debole degli
inquilini della "Sala delle Luci", che a quanto pare, non la smettono mai di far parlare
di sé in quanto a bizzarrie! Circola infatti voce (e non solo), da qualche giorno, che il
nobile medievale Comune di Piazza Armerina, abbia stipulato un 'non-contratto' con
il noto operatore telefonico Vodafone, per una somma che ammonterebbe a circa
120.000 euro (è vivamente sconsigliata la conversione in noccioline), di cui 30.000
destinati al traffico vocale, cosa alquanto assurda per un comune in cui, da tempo
(non troppo remoto), sembra essere stato dichiarato lo 'stato d'allerta finanziaria'!
Niente di strano se provassimo a pensare che con buona probabilità, tra le new
entry della nostra bella Città ci sia il noto alieno E.T., e che qualche volenteroso tutto
cuore tra gli amministratori abbia voluto accogliere quella pressante richiesta che
l'omino verde dello spazio rivolgeva, timidamente e con scarso successo, all'amico
umano Elliott nel celebre film di Steven Spielberg! Allora su, non tediamoci troppo:
E.T. vuole telefonare a casa e, se gli operatori telefonici (Vodafone in primis) offrono
di tutto e di più in quanto a promozioni e piani tariffari anche per urbane ed
extraurbane, le chiamate interplanetarie invece...si pagano all'antica!
Ambra Taormina
mercoledì 23 settembre 2015
Solidarietà a Ilenia Adamo
Esprimo la mia solidarietà , nella qualità di portavoce provinciale di FDI-AN, al Segretario comunale del Partito Democratico di Piazza Armerina Ilenia Adamo con la quale, spesso, ci siamo trovati sinergicamente a condividere battaglie comuni per la Nostra Piazza Armerina, per essersi dimessa dall'incarico, dimostrando serietà e coerenza personale con il proprio percorso politico. Con rinnovata stima e simpatia.
Fabrizio Tudisco
martedì 15 settembre 2015
NO! ALLA SOPPRESSIONE DELLA PREFETTURA
FDI - AN esprime il pù profondo disappunto per il provvedimento del Governo che sopprime la Prefettura di Enna associandosi altresì alle forti critiche di Confcommercio e CNA recentemente espresse dai rispettivi Presidenti. Il fallimentare governo Renzi anzichè rilanciare le politiche di sviluppo e di potenziamento dei servizi dello Stato di fatto li smembra giustificandoli con una poco attendibile revisione delle spese del bilancio nazionale. Infatti oltre ad Enna sono ben 22 le Prefetture che dovranno essere soppresse in evidente contraddizione con i recenti comportamenti dello stesso premier che spende e spande con i soldi dei contribuenti acquistando un nuovo aereo di stato e presenziando ad eventi sportivi all'estero. Tale deprecabile provvedimento che segue ai già soppressi Uffici territoriali del Tesoro e del Provveditorato agli studi, etc, metterà certamente in discussione ulteriori e importanti Presidi dello Stato come il Comando dei Carabinieri e dei VV.FF., La Questura etc,etc
E' evidente che la cancellazione o l'indebolimento di questi pilastri istituzionali , al di la delle legittime preoccupazioni sul destino dei dipendenti e le ripercussioni economiche e sociali che ne derivano, rappresentano un terreno fertile per dare ossigeno e linfa alle organizzazioni malavitose che ad oggi sono state magistralmente contenute attraverso fruttuose politiche di controllo degli appalti e di prevenzione e repressione. Pertanto FDI-AN invita tutte le Istituzioni locali : politiche, religiose, sindacali, imprenditoriali, economiche e culturali a far quadrato per difendere il territorio dal costante smantellamento istituzionale della provincia di Enna.
martedì 8 settembre 2015
NO! ALL’ADESIONE CON L’AREA METROPOLITANA DI CATANIA
E’trascorso circa un anno dalla consultazione referendaria e della conseguenziale delibera del consiglio comunale di aderire al libero consorzio di Catania e fra pochi giorni , ancora una volta , il civico consesso della Città dei mosaici tornerà sull’argomento per ratificare o meno una decisione che condizionerà non poco il futuro dei Piazzesi. Diverse e numerose le incognite che gravano sul consorzio di Catania area metropolitana rispetto a ieri , quando il solo 21,6 % della popolazione si espresse a favore del libero consorzio di Catania. Oggi più che mai ritengo che tale decisione dovrebbe essere rinviata dal Presidente del Consiglio comunale per mettere in forte discussione una scelta già allora gravata da notevoli preoccupazioni e che la Cittadinanza deve conoscere chiaramente in ogni suo aspetto.L'applicazione di questa pessima legge sono certo che non migliorerà affatto le politiche dei territori anzi ingenererà confusione e sprechi amministrativi ma considerato che l'ARS l'ha emanata tanto vale cercare di limitarne i danni con scelte intelligenti e ponderate. Già un anno fa espressi la forte contrarietà ad abbandonare una provincia che, al di là delle mere strumentalizzazioni di chi la vuole lasciare, vede Piazza Armerina come il secondo centro del libero consorzio di Enna ma di fatto Comune capofila per risorse culturali e presenze turistiche grazie al sito UNESCO della villa Romana del Casale. In questo contesto di riordino amministrativo Piazza Armerina potrebbe agevolmente richiedere ed ottenere visibilità e servizi di riferimento col nascente consorzio di Enna ( e perchè no Enna/Piazza Armerina?) e di questo dovrebbe occuparsene il Sindaco Miroddi mettendo da parte la simpatia partitica con il sindaco di Catania Enzo Bianco e la sua proverbiale indecisione per non far torto a nessuno. Non si capisce altresì come Piazza Armerina, sia stato il solo comune tra i 21 della ex provincia, a montare per bocca di pochi esaltati e sprovveduti, una polemica vittimistica pregna di improperi contro Enna e i politici ennesi fatta di presunti abusi e soprusi anziché dare motivazioni logiche e reali sulla bontà di un orientamento piuttosto che un altro. Fortunatamente, in questi giorni, sulla stampa e sui social network, si fanno sempre più numerose le riflessioni oggettive sulle incertezze che gravano sulla scelta di aderire all’area metropolitana di Catania soprattutto da parte di chi nel corso di quest’anno ha cambiato opinione. Nulla ci lega a Catania, e a prescindere dalla notevole distanza geografica e dal diventare il nono o il decimo comune del consorzio, esiste la forte preoccupazione che tutti i settori del lavoro e dei servizi verranno ridisegnati amministrativamente con i conseguenziali disagi per la popolazione. Piazza Armerina sarà solo un numero che porterà solo acqua nel mulino di un territorio in cui sarà fagocitata e con cui storicamente non ha nulla a che spartire, ne è un esempio Caltagirone che ha vissuto esclusivamente di luce propria. Al contrario perdere una posizione di preminenza nel contesto di appartenenza al territorio ennese e quindi rilanciare e contrattare un maggiore speso specifico nelle scelte future di questo consorzio non è affatto impossibile . Pertanto invito il Presidente del Consiglio comunale e tutti i Consiglieri a riflettere a fondo su una decisione che, questa volta non potrà essere condizionata dalle paure dettate da una minoranza populista rumorosa . Faccio inoltre appello a tutti gli esponenti dei partiti, delle associazioni e ai cittadini di costituire immediatamente un comitato cittadino al fine di esplicitare pubblicamente le motivazioni che conducono a restare con il libero consorzio di Enna e a quelle che di non aderire a quello di Catania. Fabrizio Tudisco Portavoce provinciale FDI AN
martedì 1 settembre 2015
venerdì 28 agosto 2015
SI PREDICA MALE E SI RAZZOLA PEGGIO !
PIAZZA ARMERINA = DEGRADO , SPORCIZIA , INCURIA E MALEDUCAZIONE SONO GLI ELEMENTI DOMINANTI DI UNA
CITTA' VOTATA AL DEGRADO ASSOLUTO E DA CUI SARÀ DIFFICILE USCIRE. IN QUESTO DEPRIMENTE QUADRO URBANO, IN CUI IL POPOLO VIENE SISTEMATICAMENTE VESSATO DA TASSE E MULTE, ALCUNI CITTADINI SI COMPORTANO IN MODO INCIVILE E ARROGANTE IGNORANDO OGNI REGOLA DEL BUON SENSO E DEL RISPETTO DELLE NORME CHE REGOLANO IL CODICE DELLA STRADA....ECCO A VOI UN FULGIDO E INSOSPETTABILE ESEMPIO .....

lunedì 24 agosto 2015
Penso che abbiamo un governo di Pulcinella che non ha alcun peso nella politica internazionale....composto da personaggi squallidi, ridicoli e codardi. Girone e Latorre, servitori di uno Stato che non esiste, chissà per quanto tempo dovranno restare incolpevoli prigionieri di una Nazione ipocrita e tiranna mentre il buffone di Firenze e il becchino del Quirinale ci deliziano con le loro quotidiane minchiate. L'Italia non ha più alcuna identità nazionale e gli Italiani sono diventati un coacervo di tribù locali.
domenica 23 agosto 2015
VOX POPULI - "L'Estate sta finendo"
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"L’Estate sta finendo” è il titolo di un famosissimo brano dei “Righerira” che spopolava negli anni 80 nelle spiagge e le piazze italiane ed ascoltare o canticchiare questo motivetto riporta inevitabilmente indietro nel tempo la memoria dei Piazzesi con i ricchi ed eterogenei programmi estivi che le varie Amministrazioni comunali proponevano per intrattenere Turisti, Emigrati e Cittadini . Tanta acqua è passata sotto i ponti da allora, le finanze comunali non sono più così floride come un tempo, ma è altrettanto doveroso stigmatizzare la dilettantistica impreparazione dell’attuale Amministrazione comunale, con il Sindaco in primis, colpevole di non sapere organizzare alcunchè che susciti quanto meno l’interesse e il coinvolgimento dei Piazzesi.
Gia da tre anni il programma risulta non solo meno che mediocre ma è pure pubblicato con molto ritardo .
L affluenza dei turisti è oramai limitata ai soli tre giorni del Palio dei Normanni dopodichè siamo in pieno oblio. Piazza Armerina, nel passato, riusciva ad attirare turisti nei mesi estivi non solo per la villa romana del casale o per il Palio, ma anche per le molte manifestazioni organizzate dalle passate amministrazioni. I Piazzesi ricordano con molta nostalgia le affollate serate nel catino di Piazza Europa ( oggi Falcone Borsellino) con tutti i migliori cantanti nazionali ( gli ultimi furono Edoardo Bennato e Lucio Dalla nel 2007). I programmi di iniziative promo-turistiche occupavano, come regole d’intrattenimento turistico impongono, quasi tutto l’anno con “Cortili e Balconi Fioriti” , Rassegne jazzistiche , Teatrali e di Cabaret , Manifestazioni per gruppi musicali locali, Manifestazioni sportive, Folkloristiche nei quartieri,insomma programmi eterogenei per tutte le età e per tutti i gusti. Il Sindaco Miroddi e gli altrettanto inadeguati suoi compagni di Giunta hanno invece portato Piazza Armerina al rango di villaggio da terzo mondo dove lo starnazzare di qualche gallina è già spettacolo.L'amministrazione non è in grado di programmare né di saper copiare dal passato o dal presente dai comuni viciniori, più piccoli e ben amministrati . Miroddi riesce solo a proporre un ripetitivo “Dejà vù” con programmi gia visti peraltro con l’aggravante della incapacità a saper organizzare e coordinare la macchina amministrativa. Prova inconfutabile sono i vari fallimenti dei giorni passati con poche presenze alle manifestazioni organizzate in piazza Falcone Borsellino e nella serata del 21 agosto in particolare, che prevedeva una serata con una una band offerta da un privato, si è raggiunta l'apoteosi. Infatti, nel pomeriggio, il gruppo musicale Qbeta ha trovato paradossalmente la piazza "Falcone Borsellino" invasa dalle macchine e senza alcun vigile urbano .Pesantissime le conseguenze: spettacolo rinviato di alcune ore con il risultato disarmante che solo pochissimi ( circa 15) spettatori assistevano allo spettacolo vanificando gli sforzi del privato che aveva offerto la serata. Come al solito a rimetterci sono i Piazzesi che non hanno più alcun motivo in queste sere di fittizia programmazione estiva, ad uscir di casa per passeggiare per le "oscure" vie del centro ed i privati che si guarderanno molto bene ad uscir quattrini di tasca propria per non avere alcun ritorno pubblicitario.
Stefano Lo Presti
Gioventù Nazionale FDI-AN
giovedì 20 agosto 2015
Punto e Virgola di Ambra Taormina - Il riscatto siciliano comincia a Piazza Armerina: Il 'saracino' Pietrangelo Buttafuoco e la sua grintosa verve ironico-realistica, ospite al Circolo di Cultura.
Com'è possibile che la nostra amata terra siciliana debba essere ricordata solo nelle
commemorazioni funebri!? Parola di Pietrangelo Buttafuoco, 'saracino' di Sicilia!
Sono passate infatti solo poche ore dal travolgente intervento che giorno 18 agosto
al Circolo di Cultura, ha visto protagonista il noto giornalista e scrittore in una
esilarante conversazione dal titolo non casuale di "Conversazione sul Saracino"
insieme al portavoce provinciale di FdI-AN Prof. Fabrizio Tudisco, che ancora ne
risentiamo compiaciuti i postumi. La serata, contorniata dal belvedere degli antichi
locali di P.zza Garibaldi, gremiti da piazzesi e non, di ogni colore politico, età ed
estrazione sociale, ha funto da piacevole contesto nel quale i presenti hanno potuto
apprezzare divertiti la grintosa verve carica di pungente ironia del celebre ospite,
sapientemente incalzato dall'entusiasta curiosità del Prof. Tudisco. Il valore della
millantata e alquanto inutile 'autonomia' politica siciliana, è stato l'argomento
tramite cui la conversazione ha potuto, assumendo un tono decisamente battagliero,
prendere opportunamente la svolta decisiva accendendosi di un marcato realismo
tipicamente 'buttafuochiano' (lo stesso tramite cui l'autore ha simpaticamente
istruito i presenti ammettendo che in questa precisa epoca storica, l'ottimista
impara l'inglese, il pessimista il cinese e il realista...il kalashnikov!), e che ha
condotto il noto scrittore, quasi mosso da un impeto di necessario riscatto, a
deplorare l'immeritata e inaccettabile condizione di arretratezza e schiavitù politica
di una terra, la Sicilia, in cui un enorme potenziale derivante dalle meraviglie storicoartistiche
del territorio, è inaspettatamente destinato a rimanere sopito,
tristemente destinata com'è la nostra terra, ha oltretutto lamentato con aria di
rimprovero Buttafuoco, ad essere ricordata dai suoi stessi politici trapiantati nella
Penisola, paradossalmente solo in occasione di commemorazioni funebri. Con
enorme piacere per i tanti intervenuti, la conversazione ha poi nuovamente mutato
tono per reinserirsi felicemente nel leitmotiv d'inizio, che attenzionava l'esposizione
della 'saracinità' dello scrittore, il quale, sicuro di assecondare nell'immediato i gusti
del pubblico, ha improvvisamente smesso i panni della sua identità ordinaria per
indossare quelli ben più misteriosi, sconosciuti a molti, e che tuttavia gli
conferiscono quel tocco di fascino e popolarità in più, di "Giafar Al Siqilli" (Giafar il
siciliano), colui che a suo dire "ha conosciuto prima l'Islam e poi i musulmani", arabo
sicilianizzato o forse il più arabo dei siciliani! Nessun retaggio delle intricate
contorsioni psicologiche di un Dr. Jekyll/Mr. Hyde, e nonostante a suo dire, Giafar
sia nella tradizione il 'cattivo delle favole', nessuno tra i suoi due personaggi è più
buono o più cattivo. Più semplicemente, ci siamo trovati di fronte a chi ha voluto
audacemente riscoprire su di sé una delle tante facce (un pò sbiadite) della
stratificata identità siciliana che si perde nella notte dei tempi e di cui forse nessuno
si ricorda più, e di fronte a chi sorridendo ha ammesso divertito, tra il compiaciuto
stupore dei presenti, che cederebbe di gran lunga alla lusinghiera nomina di Emiro
nella sua 'Siqillia' (la Sicilia) piuttosto che ad un incarico da Presidente della Regione,
così da vestire fiero e lontano da inutili e fuorvianti giochi di potere, il ruolo di unico
responsabile della bellezza del mondo, Corano docet.
Ambra Taormina
domenica 16 agosto 2015
L'Opinione di Alfredo Capizzi - Tradizioni e...ipocrisia !
Piazza armerina città di cultura, tradizioni e… ipocrisia! A poche ore dalla fine del palio dei normanni, che vede vittorioso il quartiere Casalotto, nascono le prime lamentele da parte dei cittadini.
Per giorni, prima dell’inizio della manifestazione , l’amministrazione comunale sbandierava tramite la stampa che nonostante i problemi economici la sessantesima edizione del palio dei normanni sarebbe stata ricordata e non sarebbe stata da meno rispetto alle altre. In effetti è andata così, non verrà dimenticata, e soprattutto non verranno dimenticate l’ ipocrisia e l’incompetenza che lo hanno accompagnato.
Seguo il palio sin da piccolo, da quando ancora a mala pena camminavo e ,come tutti i cittadini piazzesi, sono stato sempre orgoglioso di questa nostra tradizione storica e dell’ indimenticabile atmosfera che accompagna questi giorni di festa. Quest’anno però , in quanto partecipante a questa edizione ,ho assistito alla peggior organizzazione di sempre. A mio parere l’ unica cosa apprezzabile è stato il ruolo della giuria la quale ha fatto rispettare il regolamento dei cavalieri giostranti alla lettera. Per il resto tutta l’organizzazione è andata ben oltre i limiti dell’ accettabile per noi cittadini piazzesi. Per citare alcuni dei fallimenti di quest’anno incomincio con il dire che vedere un terzo delle tribune del campo Sant’ Ippolito mezza vuota perché riservata agli amici e parenti dei politici è una cosa aberrante e scandalosa:Se da un lato la gente comune che vuole assistere alla manifestazione deve aspettare ore per poter entrare nel campo, per poi restare in piedi ammassati come sarde in una latta, dall’altro lato si vede l’elite che arriva con il comodo, perché non può aspettare, non può fare fila, e non può prendere caldo( che per fortuna quest’ anno ha risparmiato tutti). La cosa clamorosa è che il sindaco della città, anche giorno 12, alla consegna delle armi ha ribadito ancora che il palio è dei piazzesi, così come lo hanno ripetuto più volte tutti i suoi seguaci su facebook . Mi chiedo ma se è dei piazzesi, come mai proprio molte di quelle persone non hanno indossato gli abiti dei plotoni? E poi perché riservano i soliti ruoli alle solite persone, alle mogli, ai nipoti, ai cugini? Io da piazzese mi vergogno quando sento dire che il palio è dei piazzesi per poi vedere che ci sono plotoni di immigrati. Probabilmente io non conosco alla perfezione la storia del palio, ma volete farmi credere che i pakistani la conoscono? Capiscono il significato del ruolo che ricoprono?
Per non parlare del fatto che si vedono sfilare bambini con tamburi più grandi di loro o ricoprire il ruolo di plotoni rendendo il tutto alquanto surreale.
Io ,in quanto impossibilitato a portare le lentine, devo inoltre sentirmi criticato perché porto gli occhiali durante la sfilata: è vero, a quei tempi non esistevano gli occhiali, ma se proprio dobbiamo essere corretti non esistevano i piercing, i telefoni( che i coordinatori avevano continuamente in mano) gli auricolari,i microfoni, le unghie finte e molto altro ancora.
Si parla tanto di sicurezza dei cavalli: non si possono usare i frustini per incitare i cavalli, non si possono usare semplici speroni a palla, che servirebbero solo da stimolo, si devono per forza usare le scarpe di gomma, indispensabili. Ma forse qualcuno ha tralasciato che i cavalli non sono lance, non sono tamburi ne scudi ma sono esseri viventi, e come tali hanno bisogno di bere e di mangiare. Non possiamo appoggiarli al muro nelle tre ore di attesa che abbiamo dovuto affrontare per due giorni prima che potessimo partire dal punto di raccolta. Mi sorge quindi spontanea una domanda: “ma è maltrattamento usare frustini e speroni, tra le altre cose indispensabili in tutte le discipline sportive, oppure tenere i cavalli fermi tre ore, con il peso delle selle, senza bere per dieci ore perché qualcuno come ogni anno ha dimenticato che anche loro hanno esigenze fisiologiche?”. Spero che questo sia l’ ultimo anno che noi piazzesi assistiamo a questo scempio e che queste righe possano servire da appello a chi di dovere a fare meglio per le prossime edizioni: pensate a riservare i posti alle donne in gravidanza, alle madri con i bimbi piccoli, a chi ha dei reali problemi e non ha mai potuto prendere parte a questa manifestazione; pensate al bene degli animali, questi giorni sono già abbastanza stressanti per loro, o in caso contrario sarò io stesso a contattare le organizzazioni per difesa degli animali.
ALFREDO CAPIZZI*
* Componente Gruppo Piazza Armerina di Gioventù Nazionale FDI-AN e Cavaliere Giostrante Castellina
lunedì 3 agosto 2015
PUNTO E VIRGOLA DI AMBRA TAORMINA -Si spegne luglio nel ricordo di Giorgio Boris Giuliano. L'eroe piazzese della lotta alla mafia rinnova in noi il proposito di sperare in una società migliore.
In una rovente atmosfera di tafferugli e musi lunghi, è, ormai da qualche giorno, tramontato luglio
a Piazza Armerina. Ma per i piazzesi che godono di buona memoria e la celebrano ricordando,
luglio non è un mese qualsiasi, bensì quel periodo dell'anno in cui risuonano gli echi di una
particolare ricorrenza, la stessa in cui si ricorda il 21/07/1979, data tristemente legata alla tragica
scomparsa di uno tra i nostri più grandi concittadini, lo stesso che ancora oggi, ben trentasei anni
dopo, ci rende fieri di essere piazzesi e il cui nome pronunciamo con orgoglio: Giorgio Boris
Giuliano, eroe della lotta alla mafia prematuramente strappato alla vita da mani assassine a
Palermo, in un giorno qualunque dei tanti in cui si apprestava a perseguire con coraggio, tenacia e
determinazione il suo compito di tutore della legalità, nel clima appesantito di una Sicilia corrotta
e malavitosa. Per tutti, non solo per coloro i quali ne hanno ufficialmente onorato la memoria nel
giorno in cui ricorre l'anniversario della sua scomparsa, o quelli che più semplicemente hanno
voluto ricordarlo con un simbolo seguito da un messaggio sfruttando il tramite del potente mezzo
di comunicazione che sono i popolari social network, o per chi lo ha tenuto presente nel rispettoso
silenzio delle proprie intime riflessioni, la figura di Boris Giuliano, acclamato eroe della giustizia,
deve rappresentare oggi più che mai un ovvio punto di riferimento nella sua Città natale,
attualizzando una tematica che non passa mai di moda, quella di una legalità la cui affermazione
sembra ancora essere lontana, a maggior ragione in una realtà come quella locale, in cui, stando ai
recenti avvenimenti, è proprio quest'ultima a soffrire di allarmanti tentativi di affossamento.
L'operato di Giuliano quale contemporaneo paladino della legalità, costituisce nella sua essenza un
esempio, nonché un'importante eredità di cui fare tesoro, con l'augurio che possa infonderci lo
spirito per impegnarci a mettere in pratica almeno un minimo di sacrificio nel percorrere
dignitosamente il sentiero verso una società giusta e trasparente, sacrificio sicuramente non tanto
grande quanto quello di sopportare il tradimento di sette colpi di pistola alle spalle.
Ambra Taormina
sabato 1 agosto 2015
CONVENTION REGIONALE : DA PIAZZA ARMERINA PARTE LA NUOVA STAGIONE DI FDI-AN SICILIA
Si è svolta con pieno successo la prima convention regionale di FDI-AN che ha visto la partecipazione di oltre 50 Dirigenti Regionali e Provinciali provenienti da tutta la Sicilia che, per la passione della politica e amore di partito, non hanno avuto alcuna esitazione ad abbandonare i luoghi di villeggiatura e sfidare le temperature tropicali di questi giorni, per raggiungere Piazza Armerina. La convention, prima in assoluto del Partito di Giorgia Meloni in Sicilia, importantissima per contenuti politici e obiettivi programmatici, ha messo solide basi per un forte rilancio di un'attività politica che pur essendo giovane nella costituzione partitica, presenta al proprio interno forti ed esperienti personalità che, congiuntamente a quelle più giovani , vuole occupare uno spazio di primo piano nel panorama politico regionale. Pertanto la presenza dei Dirigenti era un obbligo con non poteva essere vanificato da giustificazioni vacanziere. Al tavolo della presidenza i due Coordinatori del Partito, Sandro Pappalardo per la Sicilia orientale e l’On.Giampiero Cannella per la sicilia occidentale, l’On.Nicola Cristaldi sindaco di Mazara del Vallo e Fabrizio Tudisco Coordinatore provinciale di Enna che ha organizzato e moderato l’importante riunione. Molti i temi trattatati dai vari relatori che hanno fatto il punto sulla grave situazione politica ed economica –finanziaria che sta devastando la Sicilia con l’aumento progressivo della disoccupazione e della povertà. Ovviamente non sono mancati forti spunti critici verso Crocetta , il centrosinistra e degli altri alleati colpevoli o complici di questo sfascio generalizzato che dovrebbe concludersi rapidamente con la sfiducia al Governatore e nuove elezioni regionali. A tal proposito FDI-AN intende darsi una concreta organizzazione regionale per poter diventare in modo stabile e credibile un punto di riferimento non solo per il centro destra ma anche per tutti coloro che stanchi e delusi dalla politica si sono allontanati dalle urne. Il partito intende quanto prima iniziare una vera e propria campagna politica contro i sistemi fallimentari che gestiscono i rifiuti in Sicilia e in tutti quei settori come i Lavori pubblici, la gestione privata dell’acqua , la sanità, che crea solo business per pochi, clientele, sprechi e disservizi ai danni dei Siciliani . Preciso e di alta valenza politica l’intervento dell’On.Nicola Cristaldi che ha posto l’accento sul futuro di FDI-AN , partito che deve essere necessariamente un très d’union tra la politica e la società reale; Pragmatico l’On.Giampiero Cannella che, nel corso del suo intervento ha proposto l’indizione delle primarie per la individuazione del prossimo candidato presidente della regione e del rapporto con la Fondazione A.N.; Preciso l'intervento di Sandro Pappalardo che ha illustrato l’organizzazione del Partito a livello regionale e i rapporti con Roma; Pragmatico e forte l'intervento di Fabrizio Tudisco che ha trattato il tema ,drammaticamente attuale, dell’immigrazione clandestina e del business dei centri di accoglienza . Sono seguiti numerosissimi altri interventi che hanno movimentato ed arricchito il dibattito interno di Partito. Al termine dei lavori , si è dato incarico ai due portavoce regionali di stilare un documento finale che sarà divulgato nei prossimi giorni. Perfetta l’organizzazione, curata sin nei minimi particolari grazie alla preziosa collaborazione del Gruppo Piazzese di Gioventù Nazionale, Stefano Lo Presti, Valentina Ciantia, Ambra Taormina e Andrea Asta.
venerdì 24 luglio 2015
MAGO FILIPPO SI PREPARA A PARTECIPARE ALLA PROSSIMA EDIZIONE DE "LA GRANDE MAGIA-THE ILLUSIONIST" CHE ANDRA' IN ONDA SU MEDIASET .....
...E PER PREPARARSI AL MEGLIO.... SFORNA DAL MAGICO CILINDRO BEN 6 ORDINANZE DI MASSIMA URGENZA (??????) CON CUI SI SONO AFFIDATI LAVORI PUBBLICI , SENZA UTILIZZARE GARE DI APPALTO , PER UN IMPORTO COMPLESSIVO DI Euro 186,000....
giovedì 23 luglio 2015
RIFIUTI : MAGO FILIPPO E IL CILINDRO DELLE ORDINANZE
Mentre la Città versa in un pietoso stato di degrado e abbandono, i Cittadini si mobilitano con Comitati di protesta, il sindaco cerca di correre ai ripari con provvedimenti sanzionatori e richieste di ulteriori servizi alla TEKRA, Società che cura la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Ed ecco che dal cilindro del prestigiatore Miroddi esce un'ordinanza sindacale , con fondati sospetti d'illegittimità amministrativa, per l'istituzione di un servizio di vigilanza volto a contrastare l'abbandono selvaggio dei rifiuti per la "modica" cifra di Euro 8.448,00 al mese . Tale servizio , inutile e costoso perchè già previsto nei compiti assolti dalla TEKRA e di specifica competenza del Comando della Polizia Municipale e che sarà certamente oggetto d'interrogazione consiliare rafforza - nelle intenzioni del sindaco - ulteriormente il controllo da parte degli operatori della Tekra sui siti più esposti a tale incivile abitudine. I nominativi dei trasgressori, qualora individuati, con una procedura che non sembra molto chiara sotto l'aspetto legale, dovrebbero poi essere trasmessi alla Polizia Municipale per le dovute sanzioni che, chiariamo, non saranno incassate dal comune ma dalla ex provincia denominato libero consorzio comunale di Enna. Come è possibile che un servizio importantissimo , non solo per la tutela della salute pubblica ma anche per la buona immagine della città (una volta turistica), stia facendo acqua da tutte le parti e rischia di avere un consistente aumento del costo a danno dei Cittadini Piazzesi?
Ricordo perfettamente il grande clamore suscitato nell'opinione pubblica per il ridimensionamento del numero dei sorveglianti nel cantiere di Piazza Armerina passati da 8 unità a 3 unità. Sindaco e amministratori si vantarono di aver messo ordine in un settore che allora sembrava per numero di capisquadra eccessivo ma che oggi appare anacronistico e avventato tenendo conto delle nuove assunzioni e ai costi di straordinario che vengono pagati agli altri lavoratori per fronteggiare il fenomeno dell'abbandono dei rifiuti. A questi 5 dipendenti,con troppa fretta abbandonati al loro destino ed esposti al pubblico ludibrio con l'accusa di far riposare le terga negli uffici del cantiere di c.da bellia, fu proposto , con la firma del nuovo contratto di passaggio dalla vecchia ditta appaltatrice alla nuova TEKRA, il demansionamento a profili professionali inferiori con evidente danno d'immagine professionale e conseguentemente anche economica. Ovviamente tutti e 5 i Dipendenti non sottoscrissero il contratto preferendo restare in carico all'ATO in attesa che la Magistratura del lavoro e i Sindacati potessero definire al più presto la loro posizione lavorativa mentre poco dopo, in evidente contraddizione in termini di risparmio sulle spese del personale, venivano effettuate assunzioni trimestrali per potenziare il servizio di sorveglianza. Questa vicenda, sbandierata come un successo sul fannullonismo però gravata dal sospetto delle logiche politiche non proprio adamantine, avrebbe comunque dovuto produrre il progressivo abbattimento dei costi e una migliore razionalizzazione delle risorse professionali con un sensibile risparmio per le casse del Comune e sulla bolletta dell'Utente. In data odierna, con quest'ultima Determina del sindaco Miroddi di Euro 8.448.00 al mese, possiamo facilmente constatare che i costi del servizio del personale aumenteranno e non di poco rispetto alla precedente gestione. Di seguito riporto un post esplicativo pubblicato su questo blog per evidenziare , qualora ce ne fosse ancora di bisogno, le pesanti incognite che gravavano su passaggio del servizio da Enna a Gela (http://fdiplutia.blogspot.it/2014/09/io-lo-avevo-detto-cheed-oggi-si-parla.html).
Riporto inoltre un articolo pubblicato recentemente sul Giornale di Sicilia che riguarda una indagine della Guardia di Finanza a Gela su segnalazione del neo eletto Sindaco Messinese sulla passata gestione del servizio con il Sindaco Fasulo e che potrebbe verificarsi quanto prima anche a Piazza Armerina. Fabrizio Tudisco
giovedì 16 luglio 2015
DOPO LA VITTORIA DELLE ELEZIONI REGIONALI DEL 2013 CROCETTA DICHIARA: NON FARO'PIU' L'AMORE E MI SPOSO CON LA SICILIA....OGGI DOPO L'ENNESIMO SCANDALO CHE LO COINVOLGE LA SICILIA RECLAMA IL DIVORZIO E I SICILIANI DICHIARANO: SPARISCI E VAI A FARTI SBIANCARE IL C.....
Giorgia Meloni
Che schifo le intercettazioni tra Crocetta e il suo medico personale, che escono fuori proprio nella settimana in cui ricorre il 23mo anniversario della strage di via D’Amelio. Le frasi di Tutino, che invoca per Lucia Borsellino la stessa sorte toccata al padre, sono disgustose ma lo è ancor di più il silenzio del presidente della Regione Sicilia che dall'altro capo del telefono resta muto. A maggior ragione perché Crocetta ha sempre sostenuto di essere in prima linea nella lotta alla mafia, già dai tempi in cui faceva il sindaco.
Paolo Borsellino è più di un eroe nazionale per l'Italia: è un emblema, un simbolo, un'istituzione al pari della bandiera tricolore o del Presidente della Repubblica. Chi offende la sua memoria dovrebbe essere accusato di vilipendio, mentre chi augura alla figlia, a cui rivolgo la mia piena solidarietà, la morte dovrebbe andare in galera o in manicomio per incapacità di intendere e volere. Ma un presidente della regione Sicilia che invece tace dovrebbe essere interdetto dai pubblici uffici. Domenica 19 luglio sarò a Palermo alla fiaccolata in ricordo di Borsellino. Partiremo da piazza Vittorio Veneto fino ad arrivare a via D'Amelio per urlare il nostro no alla mafia e per ribadire che dopo 23 anni il suo ricordo è vivo e le sue idee camminano sulle gambe delle nuove generazioni. Noi saremo in piazza, spero che Crocetta invece sia a casa dimissionario.
INTERVENTO DI AMBRA TAORMINA - COORDINAMENTO.GIOV.LE FDI-AN -MANIFESTAZIONE CONTRO IL DEGRADO DI PIAZZA ARMERINA
Dalla partenza simbolica davanti alla Villa Garibaldi, arrivando fino all'omonima
piazza in cui ha sede il noto "Circolo di Cultura", si è approdati nel luogo adatto in cui
è ora più che mai possibile dire che, a Piazza Armerina, di 'cultura' non è più
possibile parlare. Il degrado piazzese è infatti morte culturale della Città, causata da
un mutamento leggibile come degenerazione sia della forma che della sostanza.
Nella forma perchè dobbiamo accettare la dissacrazione del volto di Piazza come
'città turistica', così come molti ancora la definiscono e come la definirei anch'io se
solo non dovessimo tristemente accontentarci solo di ciò che ne è rimasto; nella
sostanza, perchè tutto è dipeso e continua a dipendere soprattutto da una
degenerazione morale, e degenerazione morale è inciviltà di molti cittadini quale
fenomeno diffusissimo con cui oggi ci confrontiamo forse ancor più di ieri e che
viene costantemente incrementata dall'assenza di una corretta guida politica.
Parlando di degrado, mi viene subito in mente la disinformazione che gravita
attorno al nostro patrimonio artistico che ci rende quella famosa città turistica del
centro Sicilia, non solo quale assenza di propaganda, ma anche di mancata
conoscenza della sua storia, il che sta servendo non poco a distogliere l'attenzione
da quella che è la nostra vera ricchezza, l'unica e non meno importante fonte di
guadagno su cui tutti potremmo contare. I nostri beni culturali sono oggi svalutati e
si cerca addirittura di svenderli, sono corrosi dal tempo e dall'incuria, stanno lì solo
perchè qualcuno, da ringraziare, li ha costruiti a suo tempo, ma non certo in quanto
oggi qualcun altro se ne stia prendendo cura come si dovrebbe, al fine di rilanciare
l'immagine di una località non meno importante di tante altre in giro per la Sicilia,
che però vengono trattate meglio, in quanto meglio amministrate, e per questo
godono di maggiore notorietà. Gli interventi di promozione turistica degli anni
passati risalenti alle precedenti amministrazioni, che sicuramente molti ricordano,
sono ormai passato remoto, motivo per il quale alcune strutture alberghiere
cittadine sono state costrette alla chiusura. Nessun intervento, infatti si annovera,
da parte di una politica senza ambizioni progettuali di recupero e rilancio economico.
Per di più, a coadiuvare un degrado che mette costantemente in ginocchio la nostra
immagine, una raccolta differenziata mal gestita e programmata solo in vista
dell'impiego del minimo delle risorse, e in cui si manifesta un'inutile parsimonia,
consegnandoci una Città malsana, invivibile, incivile e a tratti pericolosa, delle volte,
è proprio il caso di dirlo, sull'orlo dell'emergenza igienico-sanitaria. Per concludere,
è possibile prospettare una futura migliore e più responsabile gestione delle
problematiche cittadine, in un contesto che preveda la collaborazione e il
coinvolgimento di tutti, cittadini, associazioni e forze politiche che possano operare
tenendo sempre ben presente di avere in comune l'interesse per la Città,
ponderando scelte che abbiano una ricaduta positiva e che possano costituire uno
spunto per recuperare un processo di crescita forzatamente bloccato da un
trattamento delle varie questioni, che ha assunto di questi tempi un carattere
irresponsabile, superficiale, menefreghista e presuntuoso.
venerdì 10 luglio 2015
MIRODDI E LA CONSEGNA DELLE CHIAVI...
Mi ero ripromesso d’intervenire su questo Blog per riassumere quanto è emerso dalla partecipata e qualificata assemblea cittadina, svoltasi ieri sera al Circolo di cultura, per discutere alcuni aspetti tecnici e finanziari che gravano sul regolare svolgimento della LX Edizione del Palio dei Normanni..... ma l’ennesimo “sconvolgente” comunicato del Sindaco Miroddi che, anziché chiedere “venia” per i colpevoli ritardi su tutta la programmazione dell’importante evento e dei festeggiamenti in onore della Patrona Maria SS.delle Vittorie, si scaglia con vituperata violenza verbale contro Tutti Coloro che per passione , dedizione e amore verso il Palio dei Normanni ne hanno determinato e ne determinano ancora il regolare svolgimento m’inducono a cambiare strategia comunicativa. Ogni intervento, pur della portata dei volumi dell’Enciclopedia Treccani, sarebbe insufficiente per descrivere l’incapacità amministrativa,pari allo zero assoluto, ad organizzare un evento che in data odierna dovrebbe già essere in piena fase operativa e che in “veste carnevalesca e ancor meglio della campagna pubblicitaria dell'EXPO'” era stato promosso ad Acireale e Licata (con la colpevole e imperdonabile complicità di molti ambigui personaggi, adusi trasformisti da palcoscenico all’ Arturo Brachetti). Mi “limito” quindi a pubblicare una foto che vuole incoraggiare i Quartieri e i Cavalieri Giostranti , vere ed autentiche anime del Palio, a non cedere le armi al pressapochismo e alla comprovata inettitudine amministrativa e un’altra "foto" che “suggerisce” al Sindaco Miroddi , in modo eloquente anche se figurato, di consegnare le chiavi della Città al Popolo Sovrano.... senza dover aspettare il 13 di Agosto....
Fabrizio Tudisco
mercoledì 8 luglio 2015
PUNTO E VIRGOLA di Ambra Taormina- C'era una volta (e non c'è più) Piazza Armerina: cronaca di una morte...non annunciata!
Chi l'ha detto che le favole sono roba da bambini? Chiunque abbia dimestichezza con i classici
della letteratura, ricorderà certamente che nei secoli che furono, alcuni nostri avi più saggi e, per
così dire 'lungimiranti', presero un certo gusto nello sfruttare questo genere di per sé leggiadro,
arricchendolo con un'insolita finalità didattica, coadiuvati nel loro intento dall'ausilio di comuni e
simpatici animali parlanti i quali, divenuti occasionalmente protagonisti di tutto un mondo in cui,
fra contese, comportamenti fortemente tipizzati, dialoghi e simpatici incidenti, si trovavano,
inaspettatamente per i lettori, a scimmiottare gli atteggiamenti e le vicende tipiche del mondo
degli umani, previa lettura allegorica. Così, spulciando nel panorama letterario di parecchi secoli
addietro, verranno di sicuro in mente al lettore i nomi di Fedro, Esopo, gli anonimi autori del
medievale "Roman de Renart", per proseguire poi, in tempi più recenti, con le "Fables" di Jean de
La Fontaine, tanto per citarne alcuni. Quest'esempio, lungi dal voler rappresentare un mero
sfoggio di cultura, costituisce quella premessa imprescindibile che, pur nella sua soavità,
rappresenta un valido spunto nonché strumento di lettura della nostra odierna realtà piazzese. Se
al giorno d'oggi, emulando lo stile dei nostri illustri antenati, pur non utilizzando nello specifico la
metafora del mondo animale, volessimo sfruttare l'espediente favolistico-allegorico per dipingere
la condizione, ahimè putroppo statica della nostra amata Piazza Armerina, dovremmo certamente
iniziare la narrazione all'antica maniera, dicendo che: "C'era una volta una ridente, illustre,
bellissima ed efficiente (e chi più ne ha, più ne metta) cittadina al centro della Sicilia, i cui antichi
fasti erano ormai svaniti poiché tutto intorno era stato reso sterile, apatico e privo di vita
dall'incombere di una densa nube oscura, che gravava su di essa". Sì perchè, tornando nel mondo
reale, la 'densa nube oscura' è da leggersi come allegoria del malgoverno imperante che l'avvolge
in quel a dir poco inutile viluppo generato da un reiterato 'strazio' politico che ormai si consuma
da ben due anni sotto gli occhi di inermi e sgomenti cittadini volenterosi che vorrebbero rivedere
ogni cosa riportata al proprio posto e soprattutto, efficiente. Ho prova di quanto i parecchi 'buoni
intenditori' che costellano la nostra società, pur restando il più delle volte nascosti, ed essendo
addirittura forestieri, ricordino perfettamente il buon nome di Piazza (questa l'unica
denominazione sulle cui molteplici variazioni si 'giocò' per tanti secoli), come luogo fiorente, 'oasi'
di benessere nel cuore della Sicilia, lasciandosi, con mio profondo orgoglio, scappare un sorriso di
compiacimento nel parlarne. Ma quanto oggi è realmente rimasto della fama piazzese che tanto
ha ispirato la scrittura di storici concittadini quali il teologo e matematico Francesco Paolo
Chiarandà, che la denominava 'antica', 'nuova', 'sacra' e nobile', o il Generale Litterio Villari, per
citare solo alcuni nomi di chi ha profuso un valido impegno nel ricostruire le vicende storiche di
una delle città che hanno fatto la storia di Sicilia? A quanto sembra, ben poco, in cui nulla c'è di
nuovo, né tantomeno di nobile o addirittura sacro. 'Soltanto'(e scusate se è poco) un imponente e
sconsacrato centro storico che, offrendosi maestoso agli occhi di piazzesi e non, versa ormai
irrimediabilmente in un degrado palese e sdegnoso, espressione ultima di un'allarmante classe
politica affetta da sintomi certi di incapacità amministrativa, tali da destare non poca
preoccupazione. 'Preoccupazione' è di fatto la 'parola chiave' che definisce al meglio ciò che ormai
da tempo aleggia e va acuendosi negli animi degli abitanti di Piazza Armerina, e a suscitarla è
l'incertezza di un futuro in cui in gioco sono le sorti di una città in cui non ci si sente più
rappresentati da una Giunta Comunale che pare assumere sempre più le sembianze di un'armata
allo sbaraglio, capeggiata da un Primo Cittadino in 'odor di sfiducia' che tenta invano di salvare la
faccia al proprio ordinario operato da un 'collasso' ormai annunciato, facendo ostinatamente buon
viso a cattivo gioco mentre si esercita a 'nascondere l'immondizia sotto al tappeto', quasi
dimentico dell'ormai proverbiale malcontento che serpeggia tra gente con l'acqua alla gola e per di
più stremata dalle reiterate tassazioni (anche evitabili e una delle quali ha di recente tentato di
non risparmiare neanche i morti) che vorrebbe vederlo catapultato dalla poltrona comunale. Non
è necessario scomodare il 'tuttologo' di turno per rendersi conto di quanto il 'ridicolisescion
project' (per restare in tema, i piazzesi capiranno) della Città sia nel pieno della propria attività: sul
turismo, che possiede (di nome ma non di fatto) la vocazione per essere il settore trainante
dell'economia cittadina, nonché probabile soluzione a tanti problemi, è ormai da tempo stata
deposta una pesante pietra tombale, in quanto nessun reale progetto per rilanciarlo sembra
esservi in cantiere, facendo sì da trasformare la bella Piazza Armerina, da polo della cultura
siciliana, museo a cielo aperto e centro di interesse storico-artistico quale è di fatto, ad anonimo
paesello qualunque sperduto chissà dove. Ad inasprire l'impossibilità di rilancio del settore è, tra le
altre cose, la reale e già citata condizione di decadenza, incuria e degrado in cui ormai da tempo
immemorabile versano i tanti monumenti ed edifici di interesse storico-artistico (chiese, conventi,
palazzi nobiliari), importante eredità, a quanto pare difficilmente gestibile dai supereroi della
politica armerina, di un passato ormai fin troppo remoto. Dell'esistenza di tali monumenti (a
quanto pare non più importanti di quelli funebri) gli stessi amministratori (sindaco in primis)
sembrerebbero addirittura ricordarsi solo qualora si prospettasse l'incresciosa opportunità di
affiggervi un cartello che ne annunci la svendita al miglior offerente (telefonare ore pasti, no
perditempo, prezzo trattabile) per rifarsi da qualche debituccio milionario sparso qua e là. E a
proposito di debito milionario da sanare, di questi tempi, nella (ex) ridente Piazza Armerina, non è
strano imbattersi nel malcontento generale causato da quello che suonerebbe come l'ennesimo
fallimento dell'amministrazione Miroddi, lo stesso che paradossalmente aveva rappresentato il
'cavallo di battaglia' (probabilmente invalido) del candidato-sindaco, che quale moderno Don
Chisciotte, ai tempi caldi della campagna elettorale, aveva promesso una migliore gestione nonché
il recupero della storica Casa di Riposo San Giuseppe (IPAB), con più di cento anni alle spalle ed
un'illustre fondazione, e che ora più che mai, abbandonata a sé stessa, rischia la definitiva chiusura
trascinando con sé il futuro di tanti lavoratori. Ma mentre 'il cielo è sempre più blu' (diceva un
noto cantautore italiano), dal calderone delle vergogne amministrative piazzesi, fuoriescono
(come i conigli dal cilindro di un mago) strade in completo dissesto e rattoppate alla meno peggio
(ditemi voi se questa non è arte nell'arte!) e il cui 'colpo di grazia' è al momento gentilmente
fornito dagli 'scassinamenti' dei lavoratori di AcquaEnna, progetti non portati a termine (tra cui la
realizzazione di un'area artigianale), il fallimento di una manifestazione storica quale l'antica fiera
zootecnica di cui Piazza deteneva il primato nel Mediterraneo. Passando poi per la totale
scomparsa di qualsiasi barlume di evento culturale che possa costituire parte integrante della
programmazione dell' intrattenimento armerino in qualsiasi stagione dell'anno, e per la
traballante ed insoluta 'questione' dei rifiuti nell'ambito di una raccolta differenziata la cui
organizzazione è storicamente collocabile solo ai primordi della civiltà Bantu, si giunge al culmine
con l'evento dell' anno: il crollo del muro della piazza antistante la Chiesa del Carmine nel giorno
della storica e amata festa di San Filippo con annessa tragedia sfiorata, e che suona un pò come
l'ennesimo caso di 'palese menefreghismo' da parte dell'ordinaria 'scienza' amministrativa.
Insomma, queste le 'conquiste' di ben due anni di amministrazione del duo 'Mattioddi' (divulgato il
nome completo della coppia, i francesi lo chiamerebbero mot-valise) in quel della 'Città dei
mosaici', e i cui echi non fanno che risuonare per i sentieri dissestati della 'selva oscura' piazzese
insieme a quelli ben più ritmati dei tamburi del prossimo 60° Palio dei Normanni, che vagamente
ricordano l'inquietante scena di un film premio Oscar, in cui un'orchestra continuava a suonare a
bordo di una famosa nave in procinto di affondare.
Ambra Taormina
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