lunedì 2 dicembre 2013

Comunicato stampa a cura della Costituente territoriale di Leonforte

Carmelo Barbera Portavoce terr. Leonforte FdI


Si è svolta sabato scorso a Leonforte un incontro di simpatizzanti del movimento politico Fratelli d'Italia. All'incontro, promosso da Tommaso Scilipoti, ultimo presidente della sezione leonfortese di AN, è intervenuto Fabrizio Tudisco, portavoce per la provincia di Enna del movimento di Giorgia Meloni, Crosetto e La Russa, il quale ha illustrato i principi e i valori che stanno alla base di fratelli d'Italia. Ha preso parte all'incontro anche Carmelo Barbera, ex coordinatore della locale sezione del Pdl, che qualche giorno fa ha preso posizione rispetto alla scissione del Popolo della libertà dichiarando di non aderire né alla nuova Forza Italia né al movimento di Alfano. Così Carmelo Barbera: " ho trovato condivisibile quanto detto dal prof. Tudisco e mi riconosco nei principi e nei valori di Fratelli d'Italia. Ritengo che il partito di Giorgia Meloni possa rappresentare una nuova opportunità anche per il nostro territorio ormai da tempo calpestato e umiliato dal governo  Crocetta che sta accelerando quello che sembra essere un vero e proprio processo di desertificazione di quella che è stata, e ancora è, la provincia di Enna. La destra deve ricominciare a svolgere il proprio ruolo tanto in ambito nazionale, quanto in quello locale. Occorre difendere il nostro territorio, il nostro futuro, la nostra provincia. Ritengo che sia finito il tempo di stare a guardare e occorre agire. Per questo motivi aderisco a fratelli d'Italia." Sono intervenuti anche altri tra i presenti che hanno manifestato interesse per quanto detto da Tudisco e hanno convenuto di affidare a Carmelo Barbera il compito di iniziare una campagna adesione al movimento di Giorgia Meloni.

lunedì 11 novembre 2013

"L'Opinione" ...ed io pago...



Parliamo del maggiore costo del servizio relativo al personale che si sta procurando al Comune di Piazza Armerina . Personale che la Società EnnaEuno ha caricato sul cantiere di Piazza Armerina con 6 unità in più a far data dal mese di settembre 2013.
Ecco il dettaglio
MAGGIOR COSTO PERSONALE







 N°
 Liv
COSTO ANNUALE
COSTO TOTALE ANNO
COSTO TOTALE MENSILE
1
7A
 €      55.572,97
 €        55.572,97

1
5A
 €      48.994,96
 €        48.994,96

1
4A
 €      45.077,64
 €        45.077,64

2
4B
 €      43.827,84
 €        87.655,68

1
3A
 €      42.586,96
 €        42.586,96






6


 €       279.888,21
 €              23.324,02
 Maggiori costi per il Comune di Piazza Armerina senza che ad oggi risultano essere stati presi provvedimenti o iniziative nei confronti della Società EnnaEuno per correggere ed eliminare questa vistosa anomalia a danno della già vuota cassa comunale. Anomalia rappresentata dall’inusuale spostamento del personale( che ha già fatto ricorso all'attività giudiziaria) come soprammobile... senza alcun rispetto e considerazione delle professionalità, delle esperienze acquisite in tanti anni di servizio.Uomini trasferiti di botto , senza un perchè... vittime forse di un regolamento di conti fra correnti in casa PD più che ad un riferimento normativo del CCNL di categoria . Strano e sospetto questo movimento di personale che non risulta sia stato effettuato con nota scritta  al responsabile del cantiere, Sig. Libertino. Quest’ultimo pur avendo scritto diverse note, anche di sollecito e diffida indirizzate ad EnnaEuno per avere notizie e disposizioni da impartire a detti impiegati, non ha mai ricevuto alcuna risposta.
Chiedo ! Chi restituirà questi oneri aggiuntivi ( già pagati o da pagare ad EnnaEuno) al Comune di Piazza Armerina?
 Quante opere pubbliche e servizi da erogare ai cittadini potrebbero essere disposti e realizzati con tali somme?
I Sindacati si stanno realmente interessando del problema o sono totalmente silenti sulla vicenda?
Ma non finisce qui perchè se si aggiungono gli altri 9 impiegati che fanno parte altresì dell’elenco del personale da transitare con la SRR Caltanissetta 2 di cui Piazza Armerina fa parte- la cosidetta “dote”- si arriva ad  un costo annuo pari a circa 500.000€ . Tale costo, a carico della SRR CL 2, andrebbe diviso per gli 8 comuni che ne fanno parte per cui avremo un costo di circa 62.000,00 € ad anno per comune. In totale, la manovra “impositiva” di EnnaEuno su Piazza Armerina, costa a quest’ultimo Comune più di 28.000,00 €/mese.
La Società SRR CL2 giustamente vuol vederci "chiaro" sui numeri del personale in carico e sui relativi costi e di conseguenza sta creando non pochi problemi sul perfezionamento della gara ” in nuce” per la gestione del servizio negli 8 Comuni  sostenendo che a Piazza Armerina il servizio si può svolgere con 35 operatori contro i 48 a libro matricola dal 2008 (senza contare che con questi trasferimenti il cantiere avrebbe 63 dipendenti).
Ritengo doveroso che il destino di questi lavoratori debba essere attenzionato dalle Autorità preposte ed in primis dal Sindaco con una rapida ed efficace azione politica ed amministrativa garantendo a tutto il Personale interessato le posizioni pregresse al mese di settembre, intervenendo altresì a contrastare ogni azione strumentale a tutela del Personale tutto e a salvaguardare il bilancio comunale dai costi aggiuntivi di cui sopra.
Non è più possibile continuare a subire giochi e giochetti ideati e fatti dai mercenari della politica in cui la nostra Città subisce ogni sorta di saccheggio. E' ora di dire basta e passare al contrattacco!!!
  Pertanto suggerisco al sindaco Miroddi la realizzazione dell’ Ambito Raccolta Ottimale (A.R.O.) Piazza Armerina perchè l’ARO è previsto dalla normativa regionale (art. 5 comma 2-ter della L.R. 9/2010) e da la facoltà ai comuni, in forma singola o associata, di procedere alla perimetrazione del territorio comunale, predisporre un piano di intervento (progetto del servizio) ed appaltare il servizio in proprio. Sarebbe come tornare ai vecchi tempi…..tutti felici e contenti! Amministrazioni, ditte appaltatrici, cittadini in primis ,  senza sperperare denaro pubblico e di sicuro con maggiore efficienza del servizio.
                                                                                              
                                     Fabrizio Tudisco 
                        Portavoce provinciale Fratelli d'Italia

lunedì 4 novembre 2013

Da "il sito di Palermo" Sceneggiata del sindaco di Messina alla celebrazione del 4 Novembre


Accorinti ha esposto durante la cerimonia la bandiera arcobaleno e improvvisato un comizio pacifista. Sconcerto tra le autorità e la cittadinanza

Immagine articolo - Il sito d'Italia
Impossibile rimanere indifferenti di fronte alla sceneggiata di Messina. Non si era mai visto un sindaco, un rappresentante istituzionale di un'intera comunità cittadina, farsi beffe di una cerimonia solenne. Se poi quella cerimonia è la commemorazione del 4 Novembre, della vittoria che compi il processo di unificazione del nostro Paese, la celebrazione delle Forze armate che tanta parte hanno avuto nel mantenimento della pace e della sicurezza nazionale, la sceneggiata assume contorni ancora più grotteschi. Quello che ha fatto questa mattina il sindaco Renato Accorinti a Messina, in piazza Unione Europea davanti al monumento ai caduti lascia senza parole. Davanti ai carabinieri in alta uniforme, il primo cittadino messinese ha esposto la bandiera multicolore della pace (nella foto tratta dal "Corriere del Mezzogiorno') scatenando mugugni, grida e animate discussioni tra i presenti alla cerimonia. E beandosi della bravata Accorinti ha pure ha rivolto un appello a tutti i sindaci dei Comuni italiani, citando l'inizio dell'articolo 11 della Costituzione: "L'Italia ripudia la guerra" ed in un crescendo di eccitazione oratoria ha aggiunto: "Si svuotino gli arsenali, strumenti di morte e si colmino i granai, fonte di vita. Il monito che lanciava Sandro Pertini sembra ancora ad oggi cadere nel vuoto".

Di fronte agli attoniti carabinieri, al picchetto d'onore, alle autorità, in pieno delirium comizialis Accorinti, come fosse ad un comizio pacifista, in un centro sociale o in una assemblea di no Tav ha aggiunto '' La nostra isola  rischia di diventare una portaerei del Mediterraneo: una base dalla quale fare partire strumenti di morte e controllare con tecnologie satellitari (Muos) i paesi stranieri. Anche l'arrivo dei flussi migratori è vissuto come un problema di ordine pubblico da affrontare con le Forze armate, da circoscrivere in ghetti, lontani dagli sguardi della popolazione italiana. Questa amministrazione appoggia quelle lotte e quegli ideali. Questa amministrazione dice Si' al disarmo. Questa amministrazione, fedele alla Costituzione Italiana, dichiara il proprio No a tutte le guerre".

Triste rappresentazione di un personaggio eletto in un momento in cui l'antipolitica porta a trasferire consenso a soggetti improbabili,  privi di qualsivoglia senso delle istituzioni. Qui non sono in discussione i personali convincimenti, le opinioni dei singoli o gli ideali. Ci piace ricordare la sobrietà con cui l'allora presidente della Camera Fausto Bertinotti, pacifista convinto, nel pieno della polemica sull'intervento in Afghanistan, visse la partecipazione alla parata del 2 giugno ai Fori imperiali. Altri tempi, altro stile.

Bene ha fatto il ministro messinese Gianpiero D'Alia a stigmatizzare il gesto irresponsabile affermando che Accorinti dovrebbe scusarsi pubblicamente. "Essere sindaco - ha detto il ministro - non significa fare l'attivista di una minoranza, per quanto rispettabile, ma rappresentare tutti i cittadini e il sentimento di un'intera comunità. Oggi Accorinti non l'ha fatto". Le scuse, aggiungiamo noi, andrebbero estese ai nonni ed ai bisnonni che hanno calcato nella Prima guerra mondiale territori per loro sconosciuti combattendo per unire l'Italia, ed ai tanti ragazzi in divisa che dal Libano all'Afghanistan, passando per il Canale di Sicilia, quotidianamente rischiano la vita facendo il proprio dovere, per il  Paese e i suoi cittadini, anche per quelli come Accorinti.
 

martedì 29 ottobre 2013

Musumeci a Crocetta: "Lei ha fatto in Sicilia le cose peggiori e le ha fatte nel migliore dei modi"


4.jpg

"Questa mozione è l'unica boccata di ossigeno per rimuovere una sorta di macigno una sorta di palude in cui è impantanata l'Ars, l'unico mezzo per tornare a dare dignità alla politica, a riportare al centro del dibattito il parlamento e definire il perimetro di una maggioranza che se c'è, non è piu oggi quella di un anno fa".
Lo ha detto il leader siciliano della Destra, Nello Musumeci nella sua dichiarazione di voto all'Ars in favore della mozione di sfiducia al presidente della Regione Rosario Crocetta. "Questa mozione è l'unica speranza per siciliani che si sentono delusi e avviliti", ha aggiunto Musumeci. 
Rivolgendosi poi direttamente a Crocetta, presente in Aula nei banchi del governo, con gli esponenti della giunta, Musumeci ha proseguito: "Lei ha detto, presidente, che questo è frutto di inquietudine, di una collera mai appagata di due partiti sconfitti il 28 ottobre, una sorta di rivincita morale. E invece la sfiducia è un atto dovuto, e prima di averla tolta noi dell opposizione è stata tolta dal suo partito, il Pd quello di cui porta la tessera, sono volati stracci e piatti".
Citando le parole pronunciate qualche settimana fa dal segretario del Pd siciiano, Giuseppe Lupo, Musumeci ha affermato ancora: "La luna di miele con i siciliani è finita, aveva detto Lupo, non ci riconosciamo piu nell'azione del governo Crocetta. La sfiducia gliel'ha tolta il suo partito, presidente, avrebbe dovuto chiedere subito di riferire in parlamento, non per rintuzzare un'opposizione che è rimasta responsabile in attesa di un segnale".
Musumeci ha poi fatto cenno alle nomine effettuate da Crocetta nel corso di un anno di governo "tutti amici o gente di partito, nessuna persona competente, lei ha fatto le cose peggiori - ha detto - e le ha fatte nel migliore dei modi".
"Quale Rivoluzione Presidente? Lei è lo stregone che i Siciliani hanno scelto al posto dei medici tradizionali, al capezzale di questa isola, sempre più anoressica. Lei è affetto da isteria autoreferenziale, da delirio di immagine, lei è malato del complesso di Mosè, che vuol dettare le tavole del presente e del futuro. [...] Lei è un uomo solo, Presidente, chiuso nel suo fortino... non ha una rotta, non ha una meta, circondato com'è da accattoni, mesieranti, questuanti. [...] Abile come una volpe, ma con la paura di un coniglio. In questa terra dalla mille contraddizioni, bisgotta e libertina, dissacrante e ruffiana, lei resta, come direbbe Tano La Terza, l'ultimo fedele interprete di Pirandello: Uno, nessuno, centomila".
"Lei avrebbe dovuto fare la rivoluzione delle nomine - ha concluso Musumeci - dando spazio al merito, al di là delle appartenenze. Bene, in 10 mesi 100 nomine, tutte improntate al merito: Giuseppe Antoci, Presidente del parco dei Nebrodi: un esperto botanico, direte voi... No, un ex candidato del Megafono; Marisa Mazzaglia, presidente del Parco dell'Etna: una vulcanologa, penserete... No, assessore del Megafono al Comune Nicolosi; Francesco Calanna, presidente dell'Ente di Sviluppo Agricolo... Un agronomo competente? No, un ex deputato regionale del Pd; Saro Faraci, Presidente del Consorzio Autostrade Siciliane... ovvero il Presidente della squadra di pallavolo di Gela, amico di Crocetta..."

lunedì 28 ottobre 2013

Costituente Provinciale FDI - ENNA - Importante riconoscimento a Fabrizio Tudisco

Gli Organi nazionali del partito hanno nominato i componenti delle Costituenti Provinciali in tutta la Sicilia completando il quadro nazionale che vede Fratelli d'Italia in costante progresso nei sondaggi di voto.

Nell'ex provincia di Enna il prof.Fabrizio Tudisco è stato designato Portavoce  nell'impegnativo lavoro di promozione del partito nei 20 comuni del territorio .

sabato 26 ottobre 2013

"Controcorrente" - A proposito di biglietto unico Villa Romana / Museo Aidone Morgantina



Ritengo valida la scelta del biglietto unico nel contesto del turismo di sistema ovviamente necessita implementare l'offerta culturale con un'adeguata promozione pubblicitaria e servizi di assistenza turistica di qualità. Nel 2006 venne sottoscritto un protocollo d'intesa fra i comuni di P.Armrina, Aidone e Caltagirone proprio per potenziare l'offerta turistica con percorsi culturali diversificati e iniziative collaterali per trattenere l'Ospite .....É fondamentalmente sbagliato e anacronistico pensare di potenziare il turismo nel nostro territorio con logiche d'isolazionismo culturale.

                                                                    Fabrizio Tudisco

sabato 19 ottobre 2013

Da Virgilio ....Londra choc: "Fra 10 anni dell'Italia non resterà nulla


La London School of Economics traccia un'analisi a tinte fosche della situazione italiana

nouriel roubiniRoubini: nel 2013 la 'tempesta economica globale'. Banchieri avidi e sistema al collasso

Il rischio di un crollo sistemico è alle porte. L'economista Usa non ha dubbi sull'imminente apocalisse finanziaria: le avvisaglie ci sono tutte e sarà peggio della crisi del 2008. Ecco i motivi del collasso e le possibili, ma remote, vie di uscita
leggi l'articolo.
“Gli storici del futuro probabilmente guarderanno all’Italia come un caso perfetto di un Paese che è riuscito a passare da una condizione di nazione prospera e leader industriale in soli vent’anni in una condizione di desertificazione economica, di incapacità di gestione demografica, di rampate terzomondializzazione, di caduta verticale della produzione culturale e di un completo caos politico istituzionale. Lo scenario di un serio crollo delle finanze dello Stato italiano sta crescendo, con i ricavi dalla tassazione diretta diminuiti del 7% in luglio, un rapporto deficit/Pil maggiore del 3% e un debito pubblico ben al di sopra del 130%. Peggiorerà". Così Roberto Orsi, italiano emigrato a Londra per lavorare presso la London School of Economics, prevede il prossimo futuro del Belpaese.
 
IVA AL 22% SCELTA MIOPE - E le ultime mosse del governo, innalzamento dell'Iva al 22% su tutte, non sembrano la via migliore per invertire la pericolosissima tendenza: "Il governo sa perfettamente che la situazione è insostenibile - prosegue Orsi nella sua disamina -, ma per il momento è in grado soltanto di ricorrere ad un aumento estremamente miope dell’IVA (un incredibile 22%!), che deprime ulteriormente i consumi, e a vacui proclami circa la necessità di spostare il carico fiscale dal lavoro e dalle imprese alle rendite finanziarie. Le probabilità che questo accada sono essenzialmente trascurabili. Per tutta l’estate, i leader politici italiani e la stampa mainstream hanno martellato la popolazione con messaggi di una ripresa imminente. In effetti, non è impossibile per un’economia che ha perso circa l’8 % del suo PIL avere uno o più trimestri in territorio positivo. Chiamare un (forse) +0,3% di aumento annuo “ripresa” è una distorsione semantica, considerando il disastro economico degli ultimi cinque anni. Più corretto sarebbe parlare di una transizione da una grave recessione a una sorta di stagnazione".
 
UN SETTORE DISTRUTTO - Il termometro più indicativo della crisi italiana, secondo orsi, è lo smantellamento del sistema manufatturiero, vera peculiarità del made in Italy a tutti i livelli: "Il 15% del settore manifatturiero in Italia, prima della crisi il più grande in Europa dopo la Germania, è stato distrutto e circa 32.000 aziende sono scomparse. Questo dato da solo dimostra l’immensa quantità di danni irreparabili che il Paese subisce. Questa situazione ha le sue radici nella cultura politica enormemente degradata dell’élite del Paese, che, negli ultimi decenni, ha negoziato e firmato numerosi accordi e trattati internazionali, senza mai considerare il reale interesse economico del Paese e senza alcuna pianificazione significativa del futuro della nazione. L’Italia non avrebbe potuto affrontare l’ultima ondata di globalizzazione in condizioni peggiori. La leadership del Paese non ha mai riconosciuto che l’apertura indiscriminata di prodotti industriali a basso costo dell’Asia avrebbe distrutto industrie una volta leader in Italia negli stessi settori. Ha firmato i trattati sull’Euro promettendo ai partner europei riforme mai attuate, ma impegnandosi in politiche di austerità. Ha firmato il regolamento di Dublino sui confini dell’UE sapendo perfettamente che l’Italia non è neanche lontanamente in grado (come dimostra il continuo afflusso di immigrati clandestini a Lampedusa e gli inevitabili incidenti mortali) di pattugliare e proteggere i suoi confini. Di conseguenza, l’Italia si è rinchiusa in una rete di strutture giuridiche che rendono la scomparsa completa della nazione certa".
 
RESPONSABILITA' POLITICHE - Quando si tratta di individuare le responsabilità, Orsi non ha dubbi nel puntare il dito contro la politica: "L’Italia è entrata in un periodo di anomalia costituzionale. Perché i politici di partito hanno portato il Paese ad un quasi collasso nel 2011, un evento che avrebbe avuto gravi conseguenze a livello globale. Il Paese è stato essenzialmente governato da tecnocrati provenienti dall’ufficio del Presidente Repubblica, i burocrati di diversi ministeri chiave e la Banca d’Italia. Il loro compito è quello di garantire la stabilità in Italia nei confronti dell’UE e dei mercati finanziari a qualsiasi costo. Questo è stato finora raggiunto emarginando sia i partiti politici sia il Parlamento a livelli senza precedenti, e con un interventismo onnipresente e costituzionalmente discutibile del Presidente della Repubblica , che ha esteso i suoi poteri ben oltre i confini dell’ordine repubblicano. L’interventismo del Presidente è particolarmente evidente nella creazione del governo Monti e del governo Letta, che sono entrambi espressione diretta del Quirinale. L’illusione ormai diffusa, che molti italiani coltivano, è credere che il Presidente, la Banca d’Italia e la burocrazia sappiano come salvare il Paese. Saranno amaramente delusi. L’attuale leadership non ha la capacità, e forse neppure l’intenzione, di salvare il Paese dalla rovina. Sarebbe facile sostenere che Monti ha aggravato la già grave recessione. Letta sta seguendo esattamente lo stesso percorso: tutto deve essere sacrificato in nome della stabilità. I tecnocrati condividono le stesse origini culturali dei partiti politici e, in simbiosi con loro, sono riusciti ad elevarsi alle loro posizioni attuali: è quindi inutile pensare che otterranno risultati migliori, dal momento che non sono neppure in grado di avere una visione a lungo termine per il Paese. Sono in realtà i garanti della scomparsa dell’Italia".