venerdì 14 aprile 2017

BENVENUTI IN CONTRADA BELLIA CANAROZZO.....

Piazza Armerina, 14 aprile 2017 CRONACHE DA UNA CITTA’ IN STATO DI ABBANDONO: BENVENUTI A CONTRADA BELLIA CANAROZZO Ogni giorno di più si ha la consapevolezza che all’Amministrazione Miroddi non manca solo la volontà di fare qualcosa per la Città, ma che forse questo stato di abbandono sia una scelta precisa, per motivi che ci sono oscuri. Così, mentre il Vice Sindaco Mattia si esalta con lampioni e la Via Manzoni, e mentre il Sindaco Miroddi era in festa, un anno fa, per la vendita del primo lotto della zona industriale (a proposito, e tutti gli altri?), la strada Bellia, in contrada Canarozzo, diventa la croce dei residenti e di chiunque, anche solo per sbaglio, ci debba passare in macchina (per chi è in moto l’importante è avere l’assicurazione sulla vita). Insieme a Fabrizio Tudisco che aveva ricevuto diverse segnalazioni di Cittadini residenti in quella zona siamo andati a renderci conto della situazione: buche ovunque, strada impraticabile (specie con la pioggia), tombini circondati da crateri, una perdita abbondante di acqua nei pressi del supermercato che si ricollega a Via Conte Ruggero. I residenti ci hanno detto di aver segnalato la situazione decine e decine di volte al Comune: sembrerà strano, ma anche questa volta Miroddi e la sua squadra non hanno mosso un dito per risolvere il problema. Eppure la situazione è pericolosissima, per le macchine che potrebbero sbandare ad ogni curva, o per le moto che potrebbero restare incastrate nelle buche che circondano i tombini. E che dire della copiosa perdita di acqua nei pressi del supermercato MB che nessuno si prende la briga di riparare. Ma poi l’idea di Miroddi per la zona industriale sarebbe quella di far passare i mezzi da strade che sembrano bombardate? I cittadini, e specie i residenti, nel frattempo aspettano, e come tutti loro confidiamo che prima o poi Miroddi faccia qualcosa per questa Città, e la notizia più attesa è sempre quella che si renda conto della sua incapacità amministrativa. Avv.Alessio Cugini Portavoce comunale FDI AN

lunedì 10 aprile 2017

Incarico Avv.Curcuraci....non vedo, non sento , non parlo

IL COMUNE ALZA IL MURO INTORNO ALL’INCARICO DELL’AVV. CURCURACI: FdI – AN ANDRA’ AVANTI IN OGNI SEDE Una settimana fa abbiamo chiesto formalmente al Comune di consegnarci le carte relative all’incarico di consulente del Sindaco che è stato conferito da Miroddi all’Avv. Sinuhe Curcuraci con determinazione sindacale n. 29 del 15 novembre 2016 (durata otto mesi, compenso di euro 1.500,00 netti mensili). Dal momento che lo stesso provvedimento del Sindaco stabilisce che il compenso può essere pagato solo se l’Avv. Curcuraci fornisce una relazione dell’attività svolta, abbiamo chiesto copia di tutte quelle ad oggi protocollate. Strano a dirsi, ma il Comune ha scelto di negare l'accesso agli atti richiesti. Il perché non lo capiamo, visto che è un diritto dei cittadini sapere come e perché vengono spesi i soldi di tutti, e comunque non esiste nessuna norma giuridica che vieti l’accesso a questi atti. Eppure il Comune sceglie di arroccarsi dietro la presunta scusa per cui l’incarico all’Avv. Curcuraci avrebbe natura riservata: peccato che di riservato non ci sia nulla, a cominciare dal compenso pagato all’Avv. Curcuraci e che grava sul bilancio comunale, non sul quello personale del Sindaco. Abbiamo scoperto intanto che le relazioni dell'Avv. Curcuraci esistono, che sono due, ma che non passano neppure dal protocollo generale – che permette di avere data certa del deposito - come tutti gli altri atti (compresa la nostra istanza di accesso agli atti). Perché questo avvenga è un’altra domanda a cui il Comune ha scelto di non rispondere. Se però qualcuno pensa che basti questo a fermarci si sbaglia: già oggi presenteremo ricorso alla Commissione di accesso presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per far sanzionare la mancata consegna dei documenti da parte dell’Amministrazione. Come avevamo promesso, su questa storia vogliamo vederci chiaro, e a differenza dei tanti che hanno mugugnato senza mai fare nulla, andremo fino in fondo e in tutte le sedi. Avv.Alessio Cugini Portavoce Comunale per Piazza Armerina Fratelli d’Italia - Alleanza Nazionale

martedì 4 aprile 2017

Punto e Virgola di Ambra Taormina - Il Testamento di un Albero

Il mitico cedro di P.zza Cascino fa testamento. "Apocalypse now":
quando le catastrofi sono...'piatti da slow food'! Se la donna è 'danno', la primavera vuol dire 'inganno'! Sarà forse perché il sereno dei giorni scorsi, ha ceduto il posto all'arrivo di una inaspettata ondata di maltempo, e, per quanti avessero ceduto alle lusinghe della bella stagione ormai giunta, la delusione non si è fatta attendere, o meglio...non da sola!...Piove infatti copiosamente da qualche giorno su alcune delle 'anime' più inguaiate del centro Sicilia, quelle dei piazzesi, che quest'oggi, tra una scrollata e l'altra del capo tra le mani, vaganti increduli, boccheggiano attorno all'ennesima tragedia sfiorata e ad un'altra speranza spezzata: il gigantesco albero secolare di P.zza Gen. Cascino è...crollato! Sì, l'ombroso gigante buono, che con la sua mole di saggezza ha tenuto al riparo e custodito proprio di tutto, dagli schiamazzi dei bambini, agli amori domenicali degli adolescenti, passando per le chiacchiere di paese degli affezionati avventori del 'circuito Botteghelle', ha deciso in ultimo di andare in pace a riposare stramazzando lungo e imponente sul pavimento della piazza dopo una lenta agonia. Esentato per cause naturali da eventuale esame autoptico, il bell'alberone secolare dai rami svettanti, gioia della vista, e pena delle cervicali più deboli, pare non debba aver deciso proprio tutto da solo: da indiscrezioni magicamente materializzatesi fin dalle prime ore di questo martedì 4 aprile - e che non smentiscono una altrettanto secolare tradizione di spetteguless che in Sicilia arriva puntuale insieme al 'consolo' del lutto - sembra che il vegetale soffrisse già da tempo di problemi legati alla conformazione delle sue radici troppo poco sviluppate in lunghezza per reggerne il peso e la statura, oltre che gravato dal peso degli anni, e si parlerebbe inoltre di 'tentativi' di rianimazione e aiuti offerti 'generosamente' e soprattutto in via del tutto gratuita per tentare di raddrizzarne le sorti. Ora, se gli aiuti offertigli in passato sarebbero da collegare alla ingegnosità proverbiale di chi quasi quotidianamente fa passare la barbara mutilazione degli alberi ornamentali di piazze e viali armerini per 'potatura', tra uno sguardo (professionale, eh!) e l'altro ai deretani delle passanti, allora l'iter dello sfortunato vegetale sarebbe comodamente da paragonare a una triste fase eutanasica degna dell'indimenticabile "protocollo Cazzaniga"! Insomma, tra un occhio e una croce ormai fatta sull'albero defunto, ci sarebbe più di un presupposto a diagnosticare l'accaduto come "ennesimo dannoso risultato di un operato mal svolto e portato alle sue estreme conseguenze". Come non ricordare un episodio analogo verificatosi qualche tempo addietro in una delle popolari piazze del centro storico di Catania, laddove il crollo di una palma portò con sé anche una vittima, 'colpevole' solo di sostare - come abitualmente si fa nelle piazze o in prossimità di un'area deputata ad accogliere il verde pubblico - comodamente su di una panchina nei pressi della pianta. Anche per la palma catanese, però, un'eutanasia lenta e nessuna causa da ricondurre al cattivo tempo, ma solo ad un'incuria taciuta e trascurata. Per il resto, è tutto un gran vuoto: se ne va per Piazza Armerina un simbolo del suo passato dignitoso. E per quella che è una comunità che di passato dovrebbe nutrirsi e che dal passato dovrebbe essere aiutata a riemergere, il semplice abbattersi rovinoso di una pianta, suona in verità come l'abbattersi di una calamità, o piuttosto di una sconfitta sulle teste della comunità intera, sempre più deficiente di quella tutela necessaria da parte degli organi deputati al mantenimento di un decoroso stato di civiltà. Dal crollo ormai lontano del muro della chiesa di Santa Maria dell'Itria nel quartiere Canali, passando per il cedimento del muro sottostante la Chiesa del Carmine al Casalotto, fino all'odierno abbattersi del grande cedro di P.zza Cascino nel pieno nell' ex 'salotto buono' cittadino: la pigrizia con cui si consumano le catastrofi piazzesi, tutte preannunciate da uno stato di incuria puntualmente sottovalutato e servite lentamente come si fa col 'piatto della vendetta' o con le portate di un ristorante slow food, lasciano in bocca quell'amaro retrogusto apocalittico del presagio, lo stesso presagio per cui è spiacevole ma azzeccato guardare alla Piazza Armerina antica, rigogliosa, prospera e monumentale, come ad una nuova Babilonia, funestata com'è da eventi persecutori che ne preannuncerebbero la capitolazione ormai alle porte, e dunque in perfetta linea con la storica città sumera, della cui futura caduta già testimoniavano i seguenti versi biblici di Isaia, circa 200 anni prima: Is 13,19 Babilonia, perla dei regni, splendore orgoglioso dei Caldei, sarà sconvolta da Dio come Sòdoma e Gomorra. Non sarà abitata mai più né popolata di generazione in generazione. L'Arabo non vi pianterà la sua tenda né i pastori vi faranno sostare le greggi. Ma vi si stabiliranno le bestie selvatiche, i gufi riempiranno le loro case, vi faranno dimora gli struzzi, vi danzeranno i sàtiri. Urleranno le iene nei loro palazzi, gli sciacalli nei loro edifici lussuosi. La sua ora si avvicina, i suoi giorni non saranno prolungati. Non da Dio, ma di certo sconvolta come Sòdoma e Gomorra, e non essendo, per 'ovvie' ragioni indotte, tagliata per ricoprire il ruolo di capitale della cultura, la nouvelle Babylone armerina va in controtendenza e sfida i pronostici, pronta com'è a trasformarsi in nuovo centro di conversioni spontanee per atei incalliti! A dimostrarlo sono i recenti miracoli che delle tragedie evitate sono l'unica risposta plausibile, non essendoci in ciò, prove alla mano, responsabilità alcuna da parte degli organi amministrativi preposti, che, come legge di natura umana vuole, sono gente fatta di carne, ossa, sangue, e...pochi fatti! Sarebbe opportuno, per gli osservatori delle dinamiche quotidiane della realtà locale, nonché inquadrando il problema in un'ottica propositiva, che il vissuto e il destino di ogni singola pietra o suppellettile - dai più banali al più degni di nota - collocati nell'area del contesto urbano o meno - ma pur sempre di pertinenza del Comune - venisse preso normalmente a cuore, prestando attenzione alla sua tutela e preservazione con tutti i mezzi e il buonsenso necessari. E dacché i miracoli di Piazza fruttano conversioni, nonché auspicando che le volontà testamentarie del cedro non comprendano lo smembramento del suo legname per la costruzione di nuovi inutili seggi comunali, attireremmo di certo consensi qualora immaginassimo il caro, vecchio albero lassù in un mondo migliore, lontano dal verde pubblico di quel Comune che non ne meritava l'ombra refrigerante, magari a ristorare l'anima del servo della Patria, il Generale Cascino. Ma, come dimenticare che alla frescura ombrosa degli alberi trovava rifugio l'inventiva di pittori e poeti! Ecco dunque i seguenti versi di Trilussa (1873-1950) come degno commiato a quello che, fino a qualche ora fa, è stato un simbolo cittadino: IL TESTAMENTO DI UN ALBERO Un Albero di un bosco chiamò gli uccelli e fece testamento: -- Lascio i fiori al mare, lascio le foglie al vento, i frutti al sole e poi tutti i semi a voi. A voi, poveri uccelli, perché mi cantavate le canzoni nella bella stagione. E voglio che gli sterpi, quando saranno secchi, facciano il fuoco per i poverelli. Però vi avviso che sul mio tronco c'è un ramo che dev'essere ricordato alla bontà degli uomini e di Dio. Perché quel ramo, semplice e modesto, fu forte e generoso: e lo provò il giorno che sostenne un uomo onesto quando ci si impiccò. Ambra Taormina

venerdì 31 marzo 2017

Al lupo ! Al lupo ! - Tutti sapevano ma nessuno parlava...ora tutti protestano.Cronistoria dell'accoglienza a Piazza Armerina

Si è riunita la conferenza dei capigruppo consiliari con all’odg problematica immigrazione ed a cui ha partecipato il portavoce comunale Avv.Alessio Cugini apprendendo che sarà convocato un Consiglio comunale per trattare l’importante e delicato argomento dei centri di accoglienza per immigrati nella nostra città a seguito delle notizie circolate nelle ultime settimane nel web che danno prossima l’apertura di un centro di accoglienza all’Hotel Villa Romana. Iniziativa certamente lodevole ma tardiva tanto da poterla paragonare all’aneddoto del mandriano che chiude “il recinto dopo che i buoi sono scappati”. Infatti è proprio così perché nella nostra Città i primi 30 immigrati arrivarono nel giugno del 2011 trovando ospitalità presso l’ostello del borgo , struttura di proprietà della curia vescovile destinata originariamente ad essere una dimora alberghiera e poi mutata a centro d’accoglienza. E’ quanto meno singolare che, solo oggi, il Consiglio comunale , con colpevole ritardo , decide di riunirsi per trattare l’argomento. Al fine d’informare correttamente l’opinione pubblica è estremamente importante fare un passo indietro nel tempo per raccontare per filo e per segno ogni singolo episodio di cui si sono resi protagonisti irresponsabili tutti coloro che adesso gridano “Al Lupo! Al lupo! Tutto quello che stava accadendo e soprattutto quello che poteva divenire in materia di aumento spropositato dei numeri della accoglienza avveniva sotto gli occhi di tutti …Sindaco, Giunta, Presidente del consiglio, consiglieri e partiti ma nessuno diconsi nessuno sollevò nessun tipo di richiesta o protesta al prefetto di Enna per avere risposte, chiarimenti e quant’altro potesse contribuire a rendere edotta la cittadinanza piazzese sul fenomeno immigrazione che da li a poco avrebbe interessato globalmente tutto il territorio. Nel 2013, una seconda struttura ricettiva di buon livello come il Park Hotel Paradiso venne rapidamente trasformata in centro di accoglienza ospitando circa 150 migranti . Dopo qualche mese la Prefettura dispose la chiusura del centro perché in alcune intercettazioni telefoniche degli indagati su “Mafia capitale” si faceva accenno che l’albergo poteva diventare un piccolo CARA con oltre 500 migranti, pertanto venne revocata l’autorizzazione con l’immediato smistamento dei migranti in altre strutture d’accoglienza isolane. In quel periodo solamente il sottoscritto Portavoce provinciale di Fratelli d’Italia AN con un manipolo di attivisti percepì che l’accoglienza dei migranti non si sarebbe più fermata recependo altresì le preoccupazioni di molti cittadini costretti a coabitare in zone del centro storico dove i migranti trovavano ospitalità diffusa in appartamenti ed abitazioni private. Nei mesi di luglio e agosto del 2014 furono allestiti diversi banchetti per una petizione popolare che chiedeva a livello nazionale lo stop all’operazione “Mare Nostrum” e limiti di ospitalità nella nostra Cittadina. Furono raccolte oltre 2000 firme documentate a cui seguì, invano, la richiesta di convocare il consiglio comunale. Se il Presidente del Consiglio Gianfilippo La Mattina fosse stato lungimirante , accogliendo le mie richieste scritte e verbali di riunire il consiglio comunale si sarebbero potute istituire, già nel 2014, delle linee d’indirizzo programmatiche per mettere dei paletti al numero dei migranti in città con un rapporto proporzionale al numero degli abitanti. Tra l’altro l’Amministrazione comunale aveva inserito ben 300,000 euro, per attività d’integrazione e assistenza al progetto ministeriale SPRAR e quindi si sarebbe dovuto intuire che l’arrivo dei migranti non si sarebbe fermato ad un solo centro di accoglienza (che per la cronaca è stato quello della Ass.Don Bosco) considerato le allettanti disponibilità economiche che il Governo già da tempo metteva a disposizione per incentivare l’accoglienza. Invece silenzio assoluto, indifferenza e superficialità regnavano sovrane nelle Istituzioni locali e in tutte le forze politiche nonostante le notizie di violenze fra gruppi di etnie diverse, risse, casi di prostituzione , spaccio di stupefacenti e anche del lavoro nero sommerso nell’agricoltura e nella edilizia., di cui i media si occupavano marginalmente e solo quando le notizie sfuggivano dalla cortina di omertoso silenzio finalizzato a non “allarmare” la Popolazione. Nel 2015 , il Consiglio comunale è costretto a riunirsi sull’onda della protesta del Comitato civico Santa Croce quando la Cooperativa “sud servizi” predispone un centro di accoglienza in una intera palazzina dell’aerea residenziale. Dopo una seduta vivace con accuse di razzismo da parte di un assessore e le forti proteste dei componenti del comitato il consiglio comunale delibera l’atto che non più di 25 migranti potessero essere ospitati nel complesso residenziale. Provvedimento inutile e totalmente disatteso dalle attuali presenze di circa 80 migranti residenti nel centro d’accoglienza. Anche in questa circostanza FDI AN prese subito posizione a fianco dei residenti presentando, tramite l’On. Sergio Rampelli, una interrogazione parlamentare al Ministro degli Interni Alfano. 2015 ,altra analoga protesta, questa volta dei commercianti, per l’altro centro di accoglienza realizzato nell’ex banco di Sicilia di via Garibaldi da parte della cooperativa “Città del sole”ed anche in questo caso FDI AN prese una forte e determinata posizione a favore dei Commercianti e dei residenti del centro storico mentre continuava il silenzio assoluto da parte del Sindaco, Giunta e Consiglio comunale. Nel 2016, in via Brunaccini al Monte, all’improvviso viene aperto un centro per minori non accompagnati che solleva altre proteste dei residenti del quartiere ma il Centro chiude quasi immediatamente per l’assenza di alcuna autorizzazione di accreditamento degli organi regionali e con provvedimento urgente del prefetto si procede al trasferimento dei minori in altre strutture siciliane. Sempre nel 2016 il Comune fa un bando , con fondi del ministero degli Interni, per individuare una struttura per ospitare 15 minori che si aggiudica la coop. Sud servizi che è tutt’ora attiva. Marzo 2017 , scoppia il caso Hotel Villa Romana con la notizia che un'altra cooperativa ( questa volta non di Piazza Armerina) potrebbe realizzare un centro d’accoglienza prima per 150 migranti adulti e poi più realisticamente per 60 minori. Quest’ultima notizia sta attualmente imperversando nel web con interviste , cartelloni , proteste più o meno spontanee e riunioni consiliari come un fulmine a ciel sereno. In verità non è così. In data 2 Dicembre 2016 ( ben 4 mesi prima) con nota scritta e con comunicato stampa pubblicato sul “La Sicilia” il Presidente del Consiglio veniva da me informato dell’imminente apertura di un ulteriore centro d’accoglienza presso un albergo cittadino e che sarebbe stato opportuno convocare urgentemente un consiglio comunale straordinario. La Mattina , anziché decidere rimette la decisione alla conferenza dei capigruppo ed in data 12/12/2016, verbale n.33 delibera di non dare alcun seguito alla richiesta perché - cito testualmente - “documento generico non corroborato da atti o fatti concreti”. Il risultato di tanta superficialità ed incompetenza è quello che oggi gli Hotel cittadini sono stati trasformati da strutture ricettive alberghiere a centri di accoglienza e il centro storico di fatto è abitato da molti extracomunitari.. Ovviamente il Sindaco e la sua Giunta hanno uguali e forse maggiori responsabilità in quanto non hanno fatto un bel nulla per razionalizzare gli arrivi e quanto meno scoraggiare ogni attività imprenditoriale indirizzata a realizzare ulteriori centri di accoglienza. Invece hanno favorito , con l’assenza di qualsiasi programma di sviluppo turistico e di riqualificazione urbana, la chiusura degli alberghi e la fuga dal centro storico delle attività artigiane, commerciali e dei residenti. Quali considerazioni finali a fronte della suddetta analisi che ha voluto riassumere le tappe dell’accoglienza dei migranti a Piazza Armerina? Il flusso migratorio che attraversa il canale di Sicilia , grazie ad una inefficace e spesso compiacente politica governativa, è un fenomeno che durerà a lungo. Ad oggi sono state disattese le norme di “salvaguardia” suggerite dall’ANCI ( Ass.naz.comuni italiani) e recepite dal Governo che prevede la proporzione di 2,5 migranti per mille abitanti e l’incompatibilità tra il sistema SPRAR e i CAS . A fronte di questi numeri è evidente che Piazza Armerina non potrebbe ospitare più di 100 migranti, tutorati in h24 e non lasciati spesso in balia di se stessi. Non è un bello osservare sistematicamente gruppi di extracomunitari che girovagano , senza meta, tra ville e giardini pubblici contribuendo ad alimentare, più o meno fondate, preoccupazioni di Cittadini soprattutto donne giovani e anziane. Così facendo si ridurrebbero le forme di preoccupazione e a volte d’ intolleranza di una parte della Collettività Piazzese per quanto concerne gli aspetti della sicurezza , del pubblico decoro, della salute pubblica. Gli organi di Polizia dovrebbero vigilare costantemente per evitare che episodi come quello di violenza avvenuta qualche giorno orsono in una palestra privata fa da parte di un extracomunitario non si verifichino mai più controllando costantemente gli ospiti stranieri per prevenire ogni possibile contaminazione con ambienti malavitosi dediti allo spaccio degli stupefacenti, alla prostituzione , al lavoro nero. Prefettura e Comune, per quanto di competenza, verificano i requisiti di professionalità, di adeguatezza ai criteri di ospitalità e sul controllo delle spese amministrative dei centri di accoglienza presenti in Città ? Esiste un costante controllo delle gestioni organizzative e finanziarie delle Cooperative al fine del contrasto del “business che accoglie” solo per sfruttare e mortificare la dignità umana che non ha colore né nazionalità ? Attualmente sono presenti sul territorio comunale di Piazza Armerina circa 300 migranti quasi tutti provenienti dall’Africa subsahariana di sesso maschile, femminile e minori non accompagnati, ospitati in tre centri di accoglienza gestiti dalle cooperative Don Bosco, Sud Servizi e Città del Sole. I centri di accoglienza hanno strutture centrali ma anche diffuse che interessano molte vie del centro storico. I migranti sono inseriti nei progetti SPRAR ( Sistema di Protezione Richiedenti Asilo) e nel sistema di accoglienza di secondo livello CAS ( Centri di accoglienza straordinari) con diverse decine titolari di borse lavoro presso imprese locali. Tutto quello che ho scritto non è mosso da alcuna pregiudiziale di tipo etnico, religioso, culturale ma ha solo l’intenzione di voler fare chiarezza su una problematica che sino ad oggi non è stata affrontata con equilibrio e consapevolezza dal Sindaco e dal Consiglio comunale. Piazza Armerina è una Città ospitale e generosa ed anche se i migranti – consentitemelo di affermarlo- vengono ( più che scappano) da zone disagiate e degradate socialmente ed economicamente dell’Africa più che dalle reali guerre dell’Irak e della Siria, per spirito cristiano e di solidarietà affermo che devono essere accolti dalla Comunità in attesa che le Autorità governative valutino i requisiti per il rilascio dello status di rifugiato , per trasferirsi in altro Paese europeo o per essere rimpatriati nel Paese di provenienza . L’accoglienza è un argomento che riguarda tutta la Comunità piazzese ed il primo passo per una soluzione indirizzata verso la tolleranza e per una gestione razionale dell’accoglienza è una corretta informazione. Partire dai dati reali, evitando allarmismi e titoli ad effetto “invasione”, “orda”, “emergenza” e cercando di far comprendere all’opinione pubblica la situazione reale, le cause e le implicazioni del fenomeno. In secondo luogo nella “buona accoglienza” è possibile introdurre dei controlli per la gestione delle strutture e per la successiva integrazione dei rifugiati. Per questo, il costante monitoraggio delle attività sul campo e la messa in rete delle buone pratiche si rivela un’azione importante almeno quanto la gestione stessa delle strutture. Fabrizio Tudisco

SULLA VICENDA DELL’ESPERTO DEL SINDACO, AVV. CURCURACI, FdI – AN CHIEDE LE CARTE AL COMUNE

Con determinazione del 15 novembre 2016 il Sindaco Miroddi ha conferito l’incarico di esperto del Sindaco all’Avv. Sinuhe Curcuraci (già componente del Nucleo di Valutazione comunale, nominato sempre da Miroddi), con un contratto della durata di otto mesi, e per un compenso mensile di 1.500,00 euro netti. La scelta di Miroddi è stata fatta, come riporta il provvedimento, perché nell’Amministrazione non vi sarebbe disponibilità di personale che abbia gli stessi requisiti dell’esperto nominato. Lo stesso provvedimento specifica che l’Avv. Curcuraci è tenuto a depositare una relazione mensile su tutta l’attività svolta (condizione per il pagamento del compenso), e per questo motivo FdI – AN Piazza Armerina ha presentato ieri al Comune formale richiesta di accesso agli atti per avere copia di tutte le relazioni che fino ad oggi l’esperto del Sindaco avrà certamente presentato. In un momento di difficoltà per le casse comunali – la stessa che determinerebbe la necessità di affidare la riscossione della tassa rifiuti ad un soggetto privato esterno al Comune – ci sembra doveroso vigilare su come vengano spesi i soldi dei cittadini piazzesi, e se davvero la spesa complessiva di 12.000,00 euro (1.500,00 euro per otto mesi, oltre alle tasse dovute per legge e sempre a carico del Comune) sia necessaria o meno per il funzionamento della macchina comunale. Il tutto considerando che la figura dell’esperto nominato da Miroddi non si sostituisce ma si affianca ai legali che di volta in volta il Comune deve nominare per l’assistenza in giudizio dell’Ente. Ci attendiamo risposte celeri da parte dell’Amministrazione alla nostra richiesta. Avv.Alessio Cugini Portavoce Comunale per Piazza Armerina Fratelli d’Italia - Alleanza Nazionale

giovedì 30 marzo 2017

Comunicato Stampa - FDI – AN PIAZZA ARMERINA UNICA FORZA DI OPPOSIZIONE A MIRODDI EXTRACONSILIARE A FAR SENTIRE LA PROPRIA VOCE NELLA CONFERENZA DEI CAPIGRUPPO

Piazza Armerina, 30 marzo 2017 Il Portavoce Comunale avv. Alessio Cugini ha partecipato ieri alla conferenza dei capigruppo del Consiglio Comunale su invito della presidente Avv. Alessia Di Giorgio per discutere sulle problematiche randagismo e immigrazione in quanto FDI AN è l'unica forza da sempre di opposizione a questa Amministrazione e che non ha rappresentanti in Consiglio . La conferenza ha accennato il tema immigrazione, del quale si occupa da sempre con serietà e competenza il Portavoce provinciale, Fabrizio Tudisco, che ha chiesto la convocazione del Consiglio per discutere il tema; la sua richiesta è stata esaminata ieri dalla conferenza, e sarà oggetto di una prossima convocazione del Consiglio comunale, aperto a tutti i cittadini. È stato poi affrontato ieri il tema del dilagante randagismo, alla presenza dell’Assessore Carmelo Gagliano, al quale il Portavoce comunale ha ricordato tutto ciò che l’Amministrazione Miroddi non ha saputo, potuto o voluto fare in quattro anni per affrontare il problema, ma anche le tante parole e promesse vuote fatte proprio da Gagliano insieme al Vice Sindaco, Giuseppe Mattia. Ad oggi appare chiaro che l’Amministrazione non può indicare una linea di azione semplicemente perché non sa proprio dove andare a parare. Non è previsto alcun concreto intervento dei vigili per il controllo del territorio, le sterilizzazioni devono ancora partire (come ha ammesso lo stesso Gagliano), non sono previste campagne di sensibilizzazione, il progetto del fantomatico rifugio è stato accantonato (come ha dichiarato Gagliano), non è previsto alcun bando per il servizio di cattura e stallo dei randagi e tutto viene risolto con ordinanze del Sindaco. Il buon Assessore ieri ha anche voluto precisare che secondo lui il randagismo non è un’emergenza cittadina. Ci chiediamo in quale Comune viva l’Assessore, in quali strade passi, se sappia o no che è Assessore del Comune di Piazza Armerina, e di quali settori si debba occupare (visto che il degrado attuale di Piazza – legato anche alla presenza di randagi - incide anche sullo spettacolo che si offre ai -pochi- turisti rimasti). L’Amministrazione si è piegata alle richieste di FdI – AN di convocazione del tavolo tecnico sul randagismo, ma è evidente – come immaginavamo – che non sa come gestirlo, se neppure riconosce l’esistenza del problema. E se l’aggressione di un cittadino non è un’emergenza, ci si chiede se si debba aspettare che succeda qualcosa di più grave per svegliare i signori che occupano Atrio Fundrò dal loro sonno. A questo punto, visto che l’Amministrazione ha ammesso di non avere una linea per risolvere il problema, visto che neppure conosce la sua esistenza, riteniamo che la cosa più utile per Piazza Armerina siano le dimissioni immediate dell’Assessore Carmelo Gagliano, che magari con più tempo libero avrà modo di girare per la Città a sincerarsi delle condizioni in cui questa Amministrazione l’ha ridotta.

venerdì 24 marzo 2017

RANDAGISMO: IL COMUNE ACCOGLIE LA LINEA DI FdI – AN E CONVOCA IL TAVOLO TECNICO

Piazza Armerina, 24 marzo 2017 RANDAGISMO: IL COMUNE ACCOGLIE LA LINEA DI FdI – AN E CONVOCA IL TAVOLO TECNICO Ci si deve domandare se è normale che un Sindaco decida di fare qualcosa per la Città che dovrebbe amministrare, solo dopo che un partito – neanche presente in Consiglio – si rivolge alla Procura della Repubblica. Evidentemente sì, almeno secondo il pensiero di Filippo Miroddi. Dopo la formale richiesta di convocazione di un tavolo tecnico – che coinvolgesse ASP, associazioni di volontariato e strutture operanti sul territorio – inviata al Sindaco il 22 marzo scorso, finalmente lunedì sarà avviato questo gruppo di lavoro. Davvero troppo ovvio dire che è merito nostro, ma certo che dopo quattro anni di vuoto, il Comune, pungolato dalle nostre iniziative, e sentendo forse il timore di dover rispondere davanti all’Autorità Giudiziaria del suo stare a guardare senza fare nulla, ha iniziato a muoversi. È solo un primo passo, perché ora servirà la capacità di raccordare il lavoro delle associazioni, la volontà di coinvolgere le autorità sanitarie, la concreta messa a disposizione di fondi e strutture per affrontare la presenza di branchi in ogni angolo della Città, e vedremo se veramente l’Amministrazione avrà volontà e capacità di farlo. Come FdI – AN di Piazza Armerina continueremo a vigilare sul problema, a chiedere conto di tutto quello che l’Amministrazione farà e non farà, perché per noi non conta appuntarsi una medaglia sul petto, ma risolvere i problemi della Città. Avv.Alessio Cugini Portavoce Comunale Piazza Armerina Fratelli d’Italia - Alleanza Nazionale