Buon anno a chi stasera festeggerà con spumante e panettone e a chi lo farà in famiglia. Buon anno agli ammalati, alle persone sole, a chi è in ospedale e a chi si trova nelle case di riposo. Auguri anche a tutti gli Amministratori, che dovrebbero essere i nostri servitori e spesso se ne dimenticano, perché il 2014 porti loro in regalo un maggiore senso di responsabilità, minori chiacchiere, e fatti maggiori. Auguri alle forze dell’ordine sempre a nostra difesa, alle tante persone che fanno del volontariato la loro ragione di vita. Buon anno a tutti i religiosi, laici e sacerdoti perché il Signore dia a tutti la forza di affrontare al meglio le asperità della vita. Buon anno a tutti i bambini perché crescano nei valori importantissimi della famiglia, della solidarietà, del rispetto. Buon anno agli immigrati, regolari e non, perché il nuovo anno porti anche a loro una vita dignitosa. Buon anno ai poveri, agli oppressi e a tutti i discriminati, perché davvero i diritti siano garantiti anche per loro. Buon anno a tutti gli amici che mi seguono on line e che sono diventati tanti. Auguri ai blogger, agli amici di Facebook e di tutta la rete Internet, perché il web diventi davvero fucina d’idee e non un mezzo per fomentare odio e rancore. Buon anno ai cittadini di Piazza Armerina affinché la crisi e la disoccupazione crescente si trasformi in occupazione . Buon anno agli imprenditori locali affinché il 2014 porti un maggior sviluppo per il nostro territorio e per le loro aziende. Buon anno ai Giovani Piazzesi che sono spesso utilizzati e abbandonati, auguro loro di avere delle guide migliori e tanto successo. Buon Anno a tutte le persone che ho dimenticato di citare e che sicuramente mi verranno in mente nel momento esatto in cui spegnerò il computer con la speranza che il prossimo sia un anno migliore per chiunque, anche per i “nemici” e per i vecchi amici .
Fabrizio Tudisco
martedì 31 dicembre 2013
domenica 22 dicembre 2013
E’ Natale, fai un sorriso, lascia andare i sensi di colpa, non guardarti indietro. Fai un piano, credi in te stesso. Accetta la tua umanità. Non aver paura di chiedere aiuto, e accetta ciò che gli altri hanno da darti. Ringrazia. Cambia, senza indugio e con coraggio. Accetta ciò che non puoi cambiare. Sii paziente. Mantieni le promesse, quelle del tuo cuore. Non indugiare sul passato. Vivi con amore ogni momento e costruisci un domani migliore. BUON NATALE
giovedì 19 dicembre 2013
Richiesta urgente spostamento Mercato del Giovedì in piazza "Falcone-Borsellino"
Fratelli d’Italia,
chiede al Sig.Sindaco di adoperarsi urgentemente al fine dello spostamento del
mercato settimanale del Giovedì presso
la piazza “Falcone-Borsellino”in considerazione del consistente cedimento
dell’asfalto di alcune zone del piano S.Ippolito. Le zone interessate, pur
essendo attualmente circoscritte, potrebbero ulteriormente estendersi con le
prossime precipitazioni atmosferiche tenuto oltremodo conto della notevole
circolazione di mezzi pesanti che proprio il Giovedì vengono posteggiati nel
sito. Scevri da ogni forma di gratuito allarmismo sentiamo il dovere di
segnalare con l’allegata documentazione fotografica la consistenza delle nostre preoccupazioni
indirizzate esclusivamente a salvaguardare l’incolumità degli operatori
commerciali e del pubblico. Il sito presenta inoltre la consistente carenza di
servizi igienici che crea particolari problemi alla salute e al pubblico decoro
nelle zone del mercato in cui si commerciano in particolare generi alimentari.
o
lunedì 16 dicembre 2013
sabato 14 dicembre 2013
Da TG Com 24
Fratelli d'Italia userà simbolo An
Ma è polemica sul logo con Gasparri che minaccia un "contenzioso"
- Il partito dei Fratelli d'Italia ha ottenuto la possibilità di utilizzare il simbolo di An per il 2014 nelle elezioni europee. L'assemblea della Fondazione di Alleanza Nazionale ha infatti approvato con 290 sì la mozione di Meloni-La Russa-Alemanno per l'utilizzo del simbolo nel logo di Fratelli d'Italia. Ma Maurizio Gasparri non ci sta e minaccia un "inevitabile contenzioso" perché il tema della votazione non è considerato legittimo.
Inoltre la mozione dà tempo fino al 23 dicembre alla Fondazione Alleanza Nazionale per certificare l'utilizzo del simbolo in modo da permettere ad altri soggetti singoli o associati che si riconoscono nelle tesi di Fiuggi del 1995 o abbiano una storia di significativa presenza in Alleanza Nazionale a partecipare concretamente alla fase costituente di evoluzione di Fratelli d'Italia.
Ma Gasparri non ci sta - La polemica di Maurizio Gasparri riguarda la legittimità stessa della scelta di votare sull'uso del simbolo perché, a suo avviso, la fondazione di Alleanza Nazionale non poteva decidere sul dare ad un altro partito l'utilizzo della Fiamma con la scritta Alleanza Nazionale, simbolo storico della destra nella Prima Repubblica. Da qui l'annuncio di un "inevitabile contenzioso" da parte del senatore di Forza Italia che contesta anche il fatto che abbiano votato solo 292 persone sui circa 695 persone che hanno rinnovato l'iscrizione.
mercoledì 11 dicembre 2013
Fratelli d’Italia vota contro la fiducia al governo Letta, meglio populisti che servi
11 dicembre 2013
“Colleghi, è un po’ surreale questo
dibattito. Personalmente voglio dire che, nella mia non lunghissima
storia parlamentare, raramente mi è capitato di percepire una distanza
così siderale tra la politica istituzionale e la realtà della gente che
ciascuno di noi ha la presunzione di rappresentare. E certo non
possiamo non dirci che questo è il frutto anche della legge elettorale
con la quale siamo stati votati. A differenza di alcuni colleghi io non
penso che ad essere abusivi siano solamente i 140 deputati eletti con il
premio di maggioranza. Io penso che ogni singolo parlamentare sia
entrato clandestinamente nell’aula della Camera e del Senato, nascosto
all’interno di liste bloccate compilate da un manipolo di persone che si
sono arrogate un diritto che non avevano. E che ragionevolmente molti
qui sono rappresentativi soprattutto della loro fedeltà a questo e a
quel capobastone. E che questa è una responsabilità storica che hanno le
forze politiche che avevano la possibilità in questi ultimi due anni di
cambiare la legge elettorale e non l’hanno voluto cambiare. Tuttavia
non è la cosa più surreale alla quale insistiamo. Anche questo dibattito
sulla fiducia: noi abbiamo una tradizione per cui la fiducia serve, e
servirebbe, a chiarirsi un po’ le idee e a indicare le priorità.
Da noi la fiducia in questi ultimi mesi è
diventata un’implicita ammissione di sconfitta. Siccome cioè non si
vuole ammettere il fallimento dei governi delle larghe intese e dei
governi tecnici si sceglie di perseverare nell’errore, continuando a
proporre come soluzione ai mali della Nazione, un governo che non viene
scelto di fatto da nessuno, legato mani e piedi a quegli stessi
interessi economici e corporativi che sono la ragione delle nostre
emergenze nazionali. Le cose stanno così. Sono i fatti a mettere a nudo
questo grande imbroglio. Da quando l’Italia è governata dai governi
Monti e Letta e, aldilà degli auspici per il nuovo anno, noi abbiamo
assistito a un fallimento dopo l’altro. Non c’è un solo indicatore
economico che sia migliorato. Io leggo i dati, sono una persona
semplice. Mi accorgo che quando è arrivato Monti il debito pubblico era
al 120% del PIL e oggi è al 133%, continuiamo a battere ogni record
sulla disoccupazione, particolarmente quella giovanile, che il nostro
andamento produttivo è il peggiore d’Europa.
Leggo i dati. Cosa altro serve per
certificare il fallimento? Presidente Letta, non si faccia turlupinare
dai suoi colleghi capi di Stato europei che la spronano ad andare avanti
su questa strada e si comportano un po’ come se la si stessero
prendendo gioco di lei, un po’ come si fa con il pollo di turno messo
nel tavolo del poker dai giocatori esperti e che continuano a fargli i
complimenti per poterlo depredare meglio. Sono miliardi e miliardi di
euro quelli che ci hanno tolto, facendoci accettare condizioni delle
quali ridono ancora. Perché abbiamo dovuto sopportare anche questo,
colleghi, prima avevamo un presidente del consiglio che si vantava
perché gli avevano detto che era il genero perfetto per una suocera
tedesca, adesso abbiamo lei che si vanta perché i suoi colleghi le
dicono che ha tirato fuori contro il suo popolo le “balls of steel”, gli
attributi d’acciaio. E me li vedo lì che ridono, a Parigi e a Berlino,
mentre gli unici che certamente non ridono sono gli italiani che
giustamente stanno in piazza con i forconi. Questa è la realtà con la
quale facciamo i conti. Certo, la situazione drammatica nella quale si
trova l’Italia è frutto di una storia lunga, di tante mancanze dei
governi precedenti, abbiamo tutti la nostra parte di responsabilità. Ma
proprio perché le risposte che servono devono essere coraggiose,
strutturali e profonde, non si può pensare che a trovarle possa essere
un governo che alla sua base non ha e non può avere una visione
strategica. Questo è il punto.
La paura che abbiamo, o più
realisticamente la consapevolezza, perché ho sentito i suoi auspici per
il 2014 ma oggi leggo i dati e devo anche dire che finora
drammaticamente non abbiamo sbagliato una previsione, è che nei prossimi
mesi continueremo semplicemente a perdere tempo, mentre l’Italia va in
fiamme.
E guardate – voglio dirlo ai deputati
del Nuovo Centrodestra – in fiamme oggi c’è soprattutto quella parte
d’Italia che si riconosce e si è sempre riconosciuta nei valori
conservatori, liberali e nazionali. In piazza oggi ci sono produttori,
commercianti, piccole e medie imprese manifatturiere, agricoltori,
giovani precari. Ci sono tutti quelli sulle cui spalle la sinistra
italiana, con le sue banche e con i suoi sindacati, ha caricato tutto il
peso di privilegi ingiusti e tutti i retaggi di un’ideologia
formalmente sconfitta dalla storia e dalla democrazia, ma nei fatti
ramificata nel sistema nazionale a ogni livello, fino alla sommità del
nostro sistema politico e giuridico.
Si è caricata la schiena del ceto
produttivo con tasse e burocrazia. E anche le scelte che continuate a
fare anche con la legge di stabilità. Questo continuo utilizzo, per
esempio, delle accise sulla benzina come fosse una sorta di bancomat da
utilizzare per coprire la nostra mostruosa spesa pubblica. Su chi
pensate che gravi? Pensate davvero che si ripercuota sulle gite fuori
porta dell’Italia ricca nel fine settimana. Andatelo a chiedere ai
pescatori, agli agricoltori, ai commercianti che devono ogni giorno
portare i propri prodotti in giro per l’Europa quale è il vero risultato
di ogni volta che aumenta il costo del carburante.
E non venite a dirci che la coperta è
corta, non fino a quando non avrete il coraggio di andare a prendere i
soldi dove stanno: nell’evasione fiscale delle banche e delle società
delle slot machine che avete vergognosamente condonato, nei miliardi che
se ne vanno in pensioni d’oro ogni anno e che non avete il coraggio di
revocare mentre bloccate le indicizzazioni delle pensioni della povera
gente, nei 5000 organismi partecipati solo dagli enti locali
perennemente in perdita, negli 830 miliardi di spesa pubblica nei quali
ci sarà qualche spreco. O nei soldi che regaliamo ogni anno all’Unione
europea, per farci chiamare “pigs”, maiali, noi che siamo i principali
contributori dell’Europa in rapporto al PIL. Ci chiamano maiali.
Penso che sia normale che ci siano altre
priorità per la sinistra italiana. Lo capisco. Quello che non capisco
come faccia chi si dichiara di centrodestra a fiancheggiare proposte di
questo tipo. Perché ci si può anche definire di centrodestra, ma non lo
si è se si votano provvedimenti che continuano a far aumentare le tasse,
che rimettono la tassa sulla prima casa praticamente tale e quale dopo
aver fatto la campagna elettorale contro l’Imu sulla prima casa, quando
si votano provvedimenti come quello vergognoso che ha trovato i soldi
per l’accoglienza agli immigrati azzerando il fondo per i rimpatri dei
clandestini e azzerando il fondo per le vittime della mafia, del racket e
dell’usura. Quando si fa parte di un governo che consente la continua
umiliazione dell’Italia a livello internazionale, dall’India dei due
marò fino alle retate preventive di cittadini italiani in Polonia.
Penso che, e lo voglio dire al ministro
Alfano con tutto il rispetto e l’amicizia di cui sono capace, che
partecipare a questo governo non è un messaggio di speranza, ma un
retaggio del peggiore passato. Non è di questo che ha bisogno l’Italia
per risollevarsi. Credo piuttosto che occorra fare tutto quello che il
centrodestra prometteva che avrebbe fatto 20 anni fa e che è riuscito a
fare solo in parte. Su questo ha ragione il collega Corsaro quando
chiede autocritica. Penso che oggi l’Italia abbia bisogno della
rivoluzione del merito, di liberare i cittadini e le imprese dal giogo
della burocrazia, dalle tasse, dai condizionamenti dei sindacati e dei
poteri più o meno occulti, da una antica ed odiosa visione secondo la
quale il cittadino suddito deve sempre chiedere ed attendere il permesso
da uno Stato oltretutto incapace e ingiusto. Penso che la sfida sia la
libertà di crescere e intraprendere, perché di questa cura abbiamo
bisogno. E se questo significa doverci scontrare con un assetto europeo
asservito solamente agli interessi di una sola Nazione, quando non a
specifici interessi finanziari, burocratici e di consorteria, lo faremo.
E non lo faremo perché siamo euroscettici, noi amiamo l’Europa. Lo
faremo perché siamo eurocritici perché questa Europa, così fatta, nega
le sue stesse radici. Vuol dire che siamo populisti? Ci dica che siamo
populisti. Meglio populisti che servi. Perché noi non vogliamo più
essere servi, vogliamo rinegoziare la nostra presenza all’interno
dell’Unione europea e vorremmo un governo che avesse il coraggio di fare
questo. E su questo dovremmo trovare un terreno comune, perché quando
ci presentiamo al cospetto dell’estero siamo sempre divisi mentre ci si
consocia amabilmente quando si tratta di gestire il potere interno. Ed è
triste ed è misero per la credibilità di questa Nazione.
Presidente, in riferimento alla sua
polemica con i colleghi del Movimento Cinque Stelle, mi corre l’obbligo
di dirle una cosa: non ci venga cortesemente a spiegare quanto sia
odiosa l’accusa di disonestà ai propri avversari politici perché
diciamoci chiaramente che su questo la sinistra italiana ha fondato la
sua esistenza politica per decenni.
Fratelli d’Italia manterrà salda la
rotta sicura che, come avvenuto oggi con i colleghi di Forza Italia,
prima o poi riusciremo a riportare tutto il centrodestra sulle posizioni
delle quali ha bisogno la nostra Nazione. Nel frattempo, continuiamo ad
essere coerenti a differenza di altri e votiamo contro la fiducia a
questo Governo”.
domenica 8 dicembre 2013
Stefano Lo Presti e Valentina Ciantia - 2 giovanissimi ai vertici di FDI Piazza Armerina

sabato 7 dicembre 2013
Riunione regionale dei portavoce prov. con l'On. Fabio Rampelli
Si è svolta ieri a Palermo una importante riunione di tutti i portavoce provinciali siciliani con il Resp. organizzativo del partito On.Fabio Rampelli per fare il punto sulla campagna adesioni che scade fra qualche settimana.
L'incontro, presieduto dall'On.G.Cannella, è servito inoltre per discutere i futuri assetti organizzativi del partito in Sicilia in relazione ai prossimi appuntamenti elettorali.
Fabrizio Tudisco
Portavoce provinciale Enna FdI
L'incontro, presieduto dall'On.G.Cannella, è servito inoltre per discutere i futuri assetti organizzativi del partito in Sicilia in relazione ai prossimi appuntamenti elettorali.
Fabrizio Tudisco
Portavoce provinciale Enna FdI
lunedì 2 dicembre 2013
Comunicato stampa a cura della Costituente territoriale di Leonforte
![]() |
Carmelo Barbera Portavoce terr. Leonforte FdI |
Si è svolta sabato scorso a
Leonforte un incontro di simpatizzanti del movimento politico Fratelli
d'Italia. All'incontro, promosso da Tommaso Scilipoti, ultimo presidente della
sezione leonfortese di AN, è intervenuto Fabrizio Tudisco, portavoce per la
provincia di Enna del movimento di Giorgia Meloni, Crosetto e La Russa, il
quale ha illustrato i principi e i valori che stanno alla base di fratelli
d'Italia. Ha preso parte all'incontro anche Carmelo Barbera, ex coordinatore
della locale sezione del Pdl, che qualche giorno fa ha preso posizione rispetto
alla scissione del Popolo della libertà dichiarando di non aderire né alla
nuova Forza Italia né al movimento di Alfano. Così Carmelo Barbera: " ho
trovato condivisibile quanto detto dal prof. Tudisco e mi riconosco nei
principi e nei valori di Fratelli d'Italia. Ritengo che il partito di Giorgia
Meloni possa rappresentare una nuova opportunità anche per il nostro territorio
ormai da tempo calpestato e umiliato dal governo Crocetta che sta accelerando quello che
sembra essere un vero e proprio processo di desertificazione di quella che è
stata, e ancora è, la provincia di Enna. La destra deve ricominciare a svolgere
il proprio ruolo tanto in ambito nazionale, quanto in quello locale. Occorre
difendere il nostro territorio, il nostro futuro, la nostra provincia. Ritengo
che sia finito il tempo di stare a guardare e occorre agire. Per questo motivi
aderisco a fratelli d'Italia." Sono intervenuti anche altri tra i presenti
che hanno manifestato interesse per quanto detto da Tudisco e hanno convenuto
di affidare a Carmelo Barbera il compito di iniziare una campagna adesione al
movimento di Giorgia Meloni.
Iscriviti a:
Post (Atom)