giovedì 23 marzo 2017

RANDAGISMO - FDI ESPOSTO CONTRO IL SINDACO FILIPPO MIRODDI ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA

PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI ENNA ESPOSTO Il sottoscritto Avv. Alessio Cugini, nato a Roma il 7.01.1985, non in proprio ma quale Portavoce Comunale per Piazza Armerina del Movimento Politico Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale, espone quanto segue. Il fenomeno del randagismo assume la valenza di una vera e propria emergenza per tutto il meridione d’Italia, e per la Sicilia in particolare: in questo senso, fra le problematiche riscontrate a livello locale si annoverano per certo la presenza continua ed in costante aumento di branchi di cani randagi, il mancato avvio di campagne di sterilizzazione, il disinteresse alla diffusione di campagne di sensibilizzazione della cittadinanza sulle corrette modalità di gestione del rapporto uomo – animale anche ai fini di evitare episodi di maltrattamento e di abbandono di randagi. Se tutto questo è vero in linea generale, lo è a maggior ragione nel Comune di Piazza Armerina, dove mancano interventi strutturali da parte dell’Amministrazione guidata dal dott. Filippo Miroddi, e si assiste ormai al proliferare costante di branchi di cani randagi che circolano per le strade della città, con evidenti ripercussioni sul piano del benessere animale, della sicurezza stradale, della incolumità dei cittadini. In questo ultimo senso deve purtroppo rilevarsi che non si discute di remote possibilità, ma di concreti episodi di aggressione avvenuti ai danni di incolpevoli cittadini da parte di cani che sono lasciati circolare senza interventi di recupero, senza assistenza veterinaria, senza assicurare che gli stessi vengano sfamati. Nell’arco di dieci giorni a Piazza Armerina si sono verificati ben due episodi di aggressione da parte di cani randagi, l’ultimo dei quali – accaduto in zona Santa Croce, alla periferia sud della Città - ha coinvolto un cittadino che si recava a recuperare in garage la propria vettura, ed a seguito dell’attacco di un gruppo di cani è dovuto ricorrere alle immediate cure del Pronto soccorso cittadino, con applicazione di punti interni ed esterni (e solo per puro caso non ha riportato conseguenze definitive, visto che un cane lo ha è letteralmente azzannato al braccio). Nel corso di questi ultimi anni il Sindaco Miroddi è stato puntualmente informato, anche dal sottoscritto (finanche nella veste di legale di diverse associazioni animaliste), della necessità di predisporre interventi mirati al contrasto al fenomeno, a non lasciare che della questione se ne occupino solo privati cittadini iscritti ad associazioni animaliste, dal momento che il cane randagio è, come noto, proprietà dello stesso Sindaco. Ovviamente nulla di tutto questo è stato fatto. Lo scrivente ha contattato, in data 21 marzo u.s., il dirigente veterinario dell’ASP di Enna, il dott. Ireneo Sferrazza, il quale ha riferito che Piazza Armerina è fra le pochissime Amministrazioni a non aver mai richiesto l’intervento dell’ASP per le sterilizzazioni; peggio, lo stesso dott. Sferrazza al termine della conversazione telefonica ha poi ascoltato l’Assessore al ramo, il sig. Carmelo Gagliano, il quale ha affermato – sempre al dott. Sferrazza, che ha poi riferito in merito al sottoscritto – che Piazza Armerina non necessità di interventi diretti a contrastare il fenomeno del randagismo. Ciò dimostra che si sia non davanti ad un mero caso di difficoltà amministrativa, ma di scelta che l’Amministrazione guidata dal dott. Miroddi avrebbe compiuto di tralasciare del tutto il problema. A venire in secondo piano non è però “solo”, si fa per dire, il benessere animale e la sicurezza dei cittadini, ma gli stessi obblighi di legge che fanno capo al Sindaco individuati a livello nazionale dalla legge 281/1991 e dalla legge 189/2004, ed a livello regionale 15/2000. Il risultato ultimo, sono le aggressioni ai cittadini, la presenza di cani in branco per ogni via della Città, la drammatica situazione dei randagi, alcuni dei quali vengono raccolti per le strade ed altri per cui i volontari non fanno neppure in tempo a raggiungere e muoiono di stenti, come testimoniano i post inseriti in rete dai volontari animalisti (nel caso, la responsabile di Animalisti Italiani di Piazza Armerina): Il mancato rispetto degli obblighi di legge incombenti sul Sindaco in merito alla gestione del randagismo appare integrare la fattispecie di cui all’art. 328 c.p., per l’omissione di ogni tipo di intervento mirato alla soluzione del problema (mancato avvio delle sterilizzazioni, assenza di piani di recupero dei randagi, assistenza alle Associazioni animaliste, mancato monitoraggio dei cani randagi). Dal punto di vista oggettivo Dal punto di vista soggettivo è necessario che il pubblico ufficiale abbia consapevolezza del proprio contegno omissivo, dovendo egli rappresentarsi e volere la realizzazione di un evento contra ius, senza che l’omissione trovi alcuna plausibile giustificazione alla stregua delle norme che disciplinano il dovere di azione (Cass., Sez. VI, 22.07.2015, n. 36674); nel caso di specie le sollecitazioni rivolte nel tempo al Sindaco portano inevitabilmente a ritenere che il medesimo avesse piena ed assoluta consapevolezza dei proprio obblighi e nonostante questo abbia scelto di non intervenire. In ragione di tutto quanto sopra esposto, presento quindi esposto nei confronti del dott. Filippo Miroddi, nato il 12.08.1956, quale Sindaco di Piazza Armerina (EN), affinchè si accerti l’eventuale sua responsabilità in ordine alla fattispecie di cui all’art. 328 c.p. ovvero per ogni altra che si ravvisi eventualmente nei fatti esposti. Chiedo di essere avvisato dell’eventuale richiesta di archiviazione del procedimento ex art. 408 c.p.p., e della richiesta di proroga delle indagini preliminari. Con osservanza. Enna, (Avv. Alessio Cugini) Portavoce comunale Piazza Armerina Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale

mercoledì 22 marzo 2017

FDI AN - CHIEDE L'IMMEDIATA CONVOCAZIONE DI UN TAVOLO TECNICO SULLA QUESTIONE RANDAGISMO

All’attenzione di Sig. Filippo Miroddi Sindaco di Piazza Armerina Atrio Fundrò, 1 94015 PIAZZA ARMERINA Oggetto: richiesta urgente di convocazione di un tavolo tecnico per la discussione del problema del randagismo La presente quale Portavoce cittadino per Piazza Armerina del Movimento politico Fratelli d’Italia - Alleanza Nazionale. E’ emersa in tutta la sua drammatica evidenza la questione della problematica del randagismo dilagante a Piazza Armerina, dal momento che un cittadino è stato aggredito nella giornata da ieri, in zona Santa Croce, da un branco di cani randagi, episodio che segue di dieci giorni circa altro similare di aggressione ad una ragazza, avvenuta nei pressi dell’Istituto industriale. Questa situazione impone di essere affrontata su due piani, quello dell’attuazione di efficaci politiche di contrasto al randagismo, nel rispetto del benessere animale, e quello della sicurezza cittadina. Dal primo punto di vista la Sua Amministrazione non è stata in grado, nell’arco di quattro anni, di esprimere alcun indirizzo positivo di gestione, se non dare alla luce una delibera di Giunta palesemente viziata da illegittimità, motivo per il quale Lei è dovuto frettolosamente tornare sui Suoi passi. Ad oggi, quindi, nulla si è più saputo del promesso “rifugio comunale” il cui fantomatico progetto non ha mai visto la luce, dopo aver demolito il lavoro fatto dalla precedente Amministrazione, che aveva approvato la costruzione di un canile comunale a norma, ciò che avrebbe permesso di dare una sistemazione ai tanti randagi presenti sul territorio, e di ridurre le spese di mantenimento degli stessi in canili privati, come il Mimiani di Caltanissetta. Ad oggi nessuna politica di sensibilizzazione sul rispetto delle regole di gestione degli animali - a tutela del loro benessere psico-fisico - è stata avviata, con ciò favorendosi un diffuso clima di insensibilità al tema, che sfocia nel puntuale verificarsi di casi di maltrattamento ed abbandono. Ad oggi nessuna campagna di sterilizzazione è stata avviata, non comprendendo che evitare la nascita di nuovi randagi è la via primaria per contrastare il fenomeno; ed è assolutamente emblematico di tale inaccettabile situazione il fatto che la stessa dirigenza ASP di Enna lamenti che Piazza Armerina sia fra i pochi comuni rimasti nell’ennese a non concordare un piano di sterilizzazioni. Ad oggi, nel disinteresse generale dell’Amministrazione, gli unici soggetti ad occuparsi del problema sono i volontari delle associazioni animaliste operanti sul territorio, il che è inaccettabile. Lei non ha forse voluto o potuto comprendere che lasciare la problematica del randagismo senza soluzione contribuisce a creare un diffuso clima di paura fra i cittadini, il che finisce per armare le mani di qualche scriteriato che decida di dedicarsi all’uccisione, magari per avvelenamento, dei randagi (come purtroppo già abbondantemente avvenuto negli anni passati). Stante quindi il diffuso e reiterato clima di disinteresse per la questione che la Sua Amministrazione ha dimostrato, il Movimento ritiene che l’unica via percorribile per individuare una soluzione al problema sia quella di avanzare richiesta di IMMEDIATA CONVOCAZIONE DI UN TAVOLO TECNICO SULLA QUESTIONE RANDAGISMO sede nella quale affrontare i problemi esistenti e cercare soluzioni condivise nell’interesse del benessere animale e della stessa cittadinanza piazzese, ed al quale dovranno necessariamente partecipare: 1. il Dirigente veterinario dell’ASP di Enna, il dott. Ireneo Sferrazza, che ha già espresso il suo assenso a prendere parte ai lavori; 2. il Comandante del Corpo di Polizia Municipale, il dott. Paolo Gabrieli; 3. l’Assessore al ramo, il Sig. Carmelo Gagliano; 4. i rappresentanti di tutte le forze politiche piazzesi, di maggioranza e di opposizione alla Sua Amministrazione; 5. i rappresentanti delle Associazioni Animaliste operanti sul territorio cittadino e le strutture ricettive esistenti. Si è perfettamente consapevoli della necessità di colmare un vuoto assoluto che la Sua Amministrazione ha creato, e ciò si ritiene possa essere fatto coinvolgendo tutti i soggetti sopra indicati, e ciò ovviamente contro gli stessi interessi di partito, aprendo il confronto a tutte le forze politiche (consapevoli delle strumentalizzazioni a cui il tema si piega ma nella consapevolezza che occorra il contributo di tutti alla soluzione del problema). Auspicando che finalmente Ella non si mostri sordo alle esigenze della collettività, La invito a procedere a quanto richiesto nel più breve tempo possibile, stante la stringente urgenza della situazione. Avv. Alessio Cugini Portavoce Comunale per Piazza Armerina Fratelli d’Italia - Alleanza Naziona

martedì 21 marzo 2017

Comunicato Stampa randagismo sull'aggressione di questa mattina ad un giovane piazzese....

Piazza Armerina, 21 marzo 2017 ALLARME RANDAGISMO A PIAZZA ARMERINA, MENTRE IL COMUNE DORME I CITTADINI SONO TERRORIZZATI: E’ ORA DI RISPOSTE CONCRETE E NON DI PROCLAMI Oggi a Piazza Armerina si è verificato un gravissimo episodio di aggressione, da parte di un branco di cani randagi, ad un cittadino, la cui unica “colpa” è stata quella di andare a prendere la propria macchina in garage, e che si è dovuto recare immediatamente al pronto soccorso del Chiello per le profonde ferite riportate. E c’è da ritenersi fortunati, perché le modalità di aggressione ed il numero di cani potevano portare a conseguenze ancora maggiori. Il fatto è avvenuto in zona Santa Croce, ormai abbandonata a sé stessa sotto vari profili, ultimo quello della presenza di branchi di cani randagi. L’episodio segue di appena dieci giorni quello di un’aggressione analoga ad una ragazza avvenuto nei pressi dell’Industriale. In tutto questo il Comune cosa sta facendo? Risposta, nulla. La convenzione con il canile Mimiani di Caltanissetta è stata rinunciata dal canile stesso per le continue inadempienze dell’Amministrazione, l’idea di rifugio comunale è ferma ai box (anzi, mancano pure i box perché non c’è ancora neppure un progetto), le sterilizzazioni non sono mai partite, tutto è rimesso sulle spalle di volontari animalisti. Appreso questo gravissimo fatto ho personalmente contattato il dott. Ireneo Sferrazza, veterinario dirigente dell’ASP di Enna, che ha confermato solo di aspettare che sia il Comune di Piazza Armerina a contattare l’ASP per le sterilizzazioni (cosa che ad oggi non ha mai fatto), chiarendo che Piazza è forse l’unico Comune a non attivarsi in questo senso, e che nulla ha fatto persino quando la Regione siciliana aveva stanziato i fondi per la costituzione nell’ennese di quattro poli ambulatoriali. Tutto questo comporta costi aggiuntivi per il Comune (e poi hanno la faccia tosta di parlare di privatizzazioni per recuperare soldi), paura fra i cittadini, incertezza amministrativa. Ci piacerebbe dire che questa Amministrazione non sta facendo nulla per la Città: peggio, bisogna dire che sta facendo solo danni. Sfugge forse al signor Sindaco, Filippo Miroddi, che è lui il responsabile sanitario del Comune, lui il proprietario dei cani randagi, lui che deve garantire la sicurezza dei cittadini. Come FdI - AN Piazza Armerina ci batteremo per segnalare alla Procura della Repubblica le gravi e pericolose omissioni del Sindaco, per far sì che i cittadini abbiano la sicurezza di poter uscire di casa con i propri bambini con tranquillità, e perché si trovi una soluzione seria al randagismo (escludendo chi Piazza si definisce animalista solo per raccattare consensi), che è ormai una piaga che investe ogni quartiere, offrendo ai turisti (i pochi rimasti dopo lo smantellamento dell’immagine di Piazza che questa Amministrazione lascia in eredità a tutti noi) uno spettacolo vergognoso. Questi poveri cittadini aggrediti hanno peraltro il sacrosanto diritto di chiedere al Comune il risarcimento dei danni, e chi deve pagare per le colpe di Miroddi? Ovviamente noi cittadini. Chiaramente per ogni singolo centesimo che il Comune dovrà sborsare ai cittadini faremo altrettanti esposti alla Procura regionale della Corte dei Conti, per segnalare come si amministra Piazza Armerina. Nel frattempo ci auguriamo sempre che Miroddi tragga le conseguenze dei suoi fallimenti e si dedichi ad altre occupazione a lui più confacenti, fra le quali non rientra erto all’amministrazione di Piazza Armerina. Avv. Alessio Cugini Portavoce comunale Piazza Armerina Fratelli d’Italia Alleanza Nazionale

giovedì 16 marzo 2017

L' Avv. Alessio Cugini è il nuovo Portavoce comunale di Fratelli d'Italia AN a Piazza Armerina

Alessio Cugini, romano 32 anni , brillante avvocato penalista , civilista e tributarista è il nuovo Portavoce comunale di FDI AN di Piazza Armerina. Laureatosi nella prestigiosa facolta di Giurisprudenza dell'Università "La Sapienza" esercita l'attività professionale a Piazza Armerina, città in cui abita per aver sposato la psicologa Lorena Sauli e genitori di uno splendido bambino di nove mesi. L'Avvocato Cugini si è contraddistinto nella nostra Città pe aver condotto insieme alla moglie, con encomiabile senso civico, diverse battaglie per contrastare il randagismo tutelando il benessere degli animali denunciando abbandoni, maltrattamenti e le irregolarità nei canili. Il Portavoce provinciale Fabrizio Tudisco ha formalizzato la nomina politica trasmettendola agli organi di partito regionali e nazionali . Il partito di Giorgia Meloni a Piazza Armerina si arricchisce di un'altra prestigiosa figura professionale giovane, preparata e disponibile all'ascolto e all'impegno nell'interesse della Collettività. A Stefano Lo Presti, portavoce uscente , il ringraziamento di tutto il partito per il lavoro svolto in questi anni che continuerà con rinnovato impegno nella direzione del coordinamento del gruppo giovanile congiuntamente ad Ambra Taormina.

Comunicato Stampa - posizione politica sulla delibera 8/3/2017 , n.40 - privatizzazione riscossione tributi dei rifiuti

Pubblico le note che sono state trasmesse al Prefetto , Sindaco e Presidente del Consiglio Comunale di Piazza Armerina alla luce dell'episodio di violenza che si è verificato nei giorni scorsi all'interno di una palestra privata di cui si sono resi protagonisti due giovani extracomunitari

lunedì 13 marzo 2017

Punto e Virgola di Ambra Taormina - 117 bis : "The boulevard of broken dreams"

C'era una volta una canzone che parlava di un tale un po' depresso che camminava da solo per un viale vuoto, il "viale dei sogni infranti". Ma nonostante 'sto viale fosse così vuoto e desolato, lui continuava a camminarci perché lì si sentiva a casa. Ebbene sì: non ci smentiamo neanche noi siciliani dell'hinterland isolano, noi che invece, siamo di casa sulla Ss. 117 bis: non viale cittadino, ma pur sempre strada in cui si infrangono i sogni di una terra che si vorrebbe emancipata e civilizzata, e colpevole di essersi recentemente candidata a luogo fortuito dello scarico selvaggio e impunito di rifiuti di ogni genere, qualità, e...provenienza! Lungi dal poter essere semplicemente la protagonista fantasiosa di una hit in voga per di più tra gli ascoltatori delle nuove generazioni, la 'Centrale Sicula' - come è anche conosciuta la 117 bis - è quella realtà che, tenendo fede alla sua denominazione, 'squarcia' la Sicilia a metà passandovi per il centro, o, per meglio dire, per il 'cuore': se ciò può aiutare a capirci meglio, proviamo a pensare a quella vecchia leggenda della fede nuziale, che vuole il nostro dito anulare collegato direttamente al cuore tramite una vena che passa da lì. Ma, a pensarci bene, la 117 bis è molto più di una semplice vena, in quanto 'anatomicamente' più importante: essa è, di diritto, una delle principali arterie siciliane di comunicazione, in breve: l' 'aorta' delle strade isolane. Il suo collegamento tra la costa nord e quella sud passando per il suo 'cuore' non è e non deve essere lasciato al caso qualora dovesse passarci per la memoria che il cuore della Sicilia è - per vocazione naturale e per mano dell'uomo - sede del ricco e lussureggiante panorama dei monti Erei che ci fa da contorno. Inutile dire che non siamo più ai tempi di Goethe e del "Viaggio in Sicilia", i tempi in cui "L'Italia senza la Sicilia non lascia nello spirito immagine alcuna"(che pure è una di quelle belle verità che piace ricordare), per intenderci, i tempi in cui i viaggi dei francesi alla scoperta del settecentesco "Grand Tour" erano delle vere e proprie imprese; e ancora, i viaggi di coloro a cui a malapena sfiorava l'idea di mettere piede nel centro dell'Isola per paura di percorrere viottoli malconci e difficilmente praticabili, anche perché marchiati dalle frequenti incursioni del briganti. Oggi, XXI secolo, l'interno siciliano può e deve essere apprezzato tramite le agevolazioni che lo rendono più fruibile al visitatore e al residente curioso, malgrado, a quanto pare, i 'briganti' siano ricomparsi sotto una veste del tutto inedita. Esso è sede di punti nevralgici dell'attrazione turistica come la nostra 'Piazza - museo a cielo aperto' (salvo beghe molto note), la nostra Villa Romana, e non ultimo, il polo museale aidonese compreso di area archeologica di Morgantina. Queste sono solo alcune delle qualità che distinguono con orgoglio il nostro essere residenti nell'hinterland siciliano, in cui l'avvenenza panoramica si rafforza se fusa con una non indifferente raffinatezza enogastronomica - come non ricordare perciò gli sconfinati appezzamenti di terreno di proprietà di aziende vitivinicole ad abbellire il panorama verso sud d'un suggestivo colpo d'occhio, o le caratteristiche piantagioni di fichidindia sanconesi e non, che fanno abbondare di prelibatezza le nostre tavole e i nostri dolci tipici - e di cui i palati più stravaganti ed esploratori possono godere visitando le locali strutture ricettive e ristorative di cui il territorio è prodigo anche e non solo nelle sue mete più appetibili, e il cui percorso è servito dalla 'strada incriminata' che vide la luce nel lontano 1928. Deve saperlo bene Fabrizio Tudisco, veterano della politica turistica ennese, scrutatore raffinato, e...chissà...forse anche palato stravagante, ma sicuramente attuale agitatore delle acque torbide del 'misfatto 117bis', e che proprio sulle note altalenanti dello 'spartito turistico' gioca la sua ennesima carta a riprova di una ostinata volontà di cambiamento e risanamento dovuto a chi e per chi in quest'area territoriale ci vive o soggiorna occasionalmente. È da tempo ormai, che la gestione del rilancio dell'avventura turistica in zona è stata affidata ad un settore imprenditoriale che trova appoggio nell'iniziativa autonoma di privati in possesso di strutture ricettive e di ristorazione, nonché attività commerciali in genere, e il cui operato si troverebbe ad essere fortemente compromesso dalla mancanza di un efficiente 'sfondo' ambientale, basilare al procacciamento di un riscontro positivo nel settore turistico. Analizzando il problema più da vicino, le visite turistiche - le quali per la maggior parte assumono una piega che molto ha a che vedere con il lontano passato di cui sopra, in quanto i visitatori sembrano prediligere le coste, più fortunate per vocazione, anche perchè (e non solo in Italia) dotate di uno sviluppo notevolmente più concentrato che combacia parecchio con la conformazione paesaggistica - qualora si soffermano dalle nostre parti, vengono attualmente accolte da una evitabile però normalmente pietosa situazione di deterioramento del territorio che, di primo acchito, sembra essere sfuggita di mano a chi di dovere: ANAS e amministratori dei comuni di cui intere porzioni di angoli stradali adibite a discariche fortuite, sarebbero di pertinenza. Nel verbale di denuncia prontamente fatto redigere da Tudisco, note di prim'ordine sono quelle inerenti proprio la penalizzazione in atto all'interno di un'area di cui viene prontamente rilevata al punto primo l'abbondanza di risorse favorevoli all'incremento turistico - tra cui spiccano dense aree boschive, la maggior parte delle quali ricadenti in territorio piazzese (sappiamo Piazza Armerina storicamente decantata per l'amenità delle contrade) - risorse che probabilmente tale sviluppo dovettero recarlo un tempo, e le cui odierne condizioni fanno pensare ad una retrocessione dello stesso, remando immancabilmente contro le aspettative di chi nel turismo scommette ogni giorno. Vietato pensare che si siano fatte attendere le reazioni indignate della collettività, messa di fronte al fatto compiuto da un attento e immediato reportage fotografico frutto dell'intraprendente prontezza di spirito del Prof. Tudisco, e recanti immagini in cui ad imporsi è uno stridente contrasto tra panorama verdeggiante, segnaletiche ad indicare la presenza di aziende agrituristiche nelle vicinanze, e rifiuti occasionalmente venuti fuori da scarti di suppellettili da arredo. Insomma, chi più ne ha più ne metta sulla sfortunata 117 bis della discordia, che, vuota come il "viale dei sogni infranti" la preferiremmo sì, ma solo perché sgombra dai rifiuti! E, giacché non ne abbiamo mai abbastanza, va da sé che prima di venire travolti da quelle ben più acide causa inquinamento e non solo, piogge di soluzioni più concrete sarebbero auspicabili...ma non dal cielo! Ambra Taormina